Il mio rifiuto di sottoporre Dio alla prova non significa che il problema dell'evidenza sia privo di interesse per me. Il cardinale Newman affermò che testimonianza della propria mente è il criterio essenziale della verità e che la certezza deriva dall'assenso, dato attivamente e su basi razionali, alle richieste della ragione:118
Franz Brentano, che conosceva bene la Grammatica dell'Assenso, arrivò a conclusioni simili:119
La teoria della conoscenza di Bernard Lonergan si ispira alla Grammatica dell'Assenso di Newman, ma deve la sua precisione tecnica a una paziente riflessione sugli scritti di San Tommaso d'Aquino. In Verbum - Word and Idea in Aquinas120 Lonergan espone la concezione tomista della conoscenza nel linguaggio, oggi poco familiare, di quel genio medioevale.
Preferisco seguire questo suo modo di esporre Tommaso, prima di riferire il suo pensiero nel linguaggio più attuale dei suoi ultimi scritti, e vorrei suggerire al lettore per cui questo linguaggio fosse un ostacolo alla comprensione, di traslasciare queste pagine durante la prima lettura e di riprenderle più tardi.
Il primo stadio della conoscenza è chiamato astrazione oggettiva. Lo spirito di indagine e di meraviglia dell'uomo, che a questo stadio, in considerazione della sua funzione, è chiamato intelletto agente, agisce come una causa efficiente che usa l'immagine o il fantasma nell'immaginazione come strumento del suo desiderio di conoscere. Coerentemente con questo obiettivo esso prescinde da tutti gli aspetti irrilevanti di quell'indagine, compreso il suo inevitabile carattere contingente.
L'astrazione oggettiva è il risultato di questa illuminazione del fantasma ad opera dell'intelletto agente, che è la perenne partecipazione dell'uomo alla luce della saggezza divina. Grazie a questa illuminazione, la conoscenza sensibile è realmente, e non solo potenzialmente, intellegibile, gli aspetti delle cose sensibili diventano la causa materiale della conoscenza, e dati particolari forniscono all'uomo l'evidenza materiale per i suoi giudizi definitivi. Grazie all'astrazione oggettiva, l'esperienza sensibile è accolta entro un orizzonte intellettuale.
Il secondo stadio della conoscenza è definito astrazione apprensiva, comprensione diretta, intuizione. Il fantasma che è stato illuminato, è capito dall'intelletto come esemplare o causa formale esterna dell'intellegibilità che l'intelletto sta cercando. L'intuizione sta alla qualità sensibili come l'anima sta al corpo, come la forma alla materia prima, ed è chiamata intuizione perché, come uno specchio, il fantasma è ciò in cui l'intelletto guarda, piuttosto che ciò che guarda. L'intuizione sta all'immagine in cui è più o meno come la vista all'occhio in cui è, o una persona alla fotografia in cui è raffigurata, o ancora un esemplare o un derivato a una certa particolare funzione, o exemplatum.
Nell'immagine, i dati sensibili sono le cause materiali della conoscenza, e il fantasma illuminato è la causa strumentale, usata dall'intelletto agente, che è la principale causa efficiente. La quiddità, o essenza, o natura di una certa cosa materiale è l'oggetto che fa agire la comprensione diretta, e fornisce la forma di quella comprensione. Questa forma è chiamata species qua. L'intelletto possibile, che è la comprensione aperta allo sviluppo del comprendere, è potenzialità infinita, quo omnia facere et fieri, una potenzialità naturale passiva alla ricerca di tutte le sue forme. Il rapporto dell'intelletto possibile con la species qua è simile al rapporto dell'occhio con la vista, della lingua col senso del gusto, cioè della prima potenzialità col primo atto. L'intuizione stessa è il secondo atto, che è in rapporto con la species qua come lo è il vedere alla vista, il gustare al gusto.
La species qua è la causa formale, ma non la causa efficiente dell'atto di comprensione, dell'intuizione o intelligere. Infatti una forma non è mai la causa efficiente della sua realizzazione, del suo esse. L'intelletto agente è qui la causa efficiente, che fa sì che la species qua diventi species qua intelligitur, permettendo che l'intellegibile sia effettivamente capito.
Quindi la processione della species qua e dell'intelligere dall'intelletto agente è una processio operati, simile a quella che opera quando uno studente apprende dalle instruzioni del suo maestro. D'altro canto, la processione dell'intelligere dalla species qua, come quella del vedere dalla vista, è una processio operationis. Vedere non è agire, ma un patire, è agere o energeia, non facere né poiesis, la sua causa efficiente non è la vista, ma la luce. Similmente intelligere è un patire, pati, un secondo atto prodotto dall'intelletto agente e dal fantasma.
Come il vedere, la comprensione diretta in quanto tale è infallibile.
Il terzo stadio della conoscenza è l'astrazione formativa. L'intuizione, in quanto atto con cui si coglie un'intellegibilità, è intelligere. Ma l'intelligere è esso stesso attivamente e realmente intellegibile. Infatti l'uomo è intellettivamente conscio del suo comprendere. L'intuizione nel fantasma fornisce la risposta alla domanda: Quid sit?, Che cos'è un uomo? dove Quid sit significa Cur ita sit?, Perché proprio questa carne e queste ossa sono umane? È fondando l'emanazione intellegibile e autoespressiva in una processio operati di un'idea, parola o concetto prodotto interiormente come suo oggetto terminale, che l'intelligere è dicere. o astrazione formativa.
Il concetto procede dalla comprensione in quanto atto che procede dal secondo atto. Questo concetto è uno strumento di comprensione autoespressiva e, dato che ciò che è conosciuto dall'intelletto costituisce una parte della realtà prima conosciuta dai sensi, potenzialmente si riferisce alle cose. Al capire e al significare corrisponde ciò che è capito e significato, cosicché il contenuto, la ratio o l'oggetto del pensiero non è soggettivo, ma oggettivo.
Se questo concetto, questa formulazione universale e astratta, esprime l'essenza o la natura di una cosa materiale, il suo riferirsi a quella cosa è tale ancora solo in potenza, dato che l'essenza, così come viene capita, si compone di forma e di materia comune, mentre tutta la materia esistente non è comune, ma individuante e individuale. Tuttavia, se questo concetto esprime l'intellegibilità intrinseca di una cosa materiale, astraendo del tutto dalla materia, designa non la natura ma la causa formale. Ad esempi, la razionalità è la forma dell'uomo, che è, nella sua essenza, un animale razionale; nel concreto, io sono questo animale razionale.
Dato che l'intellegibilità è il fondamento della possibilità, qualunque cosa sia direttamente capita, anche se la sua realizzazione è impossibile per accidens, è ciononostante possibile per sé.
Mentre nell'astrazione apprensiva l'intelletto possibile è passiva potenzialità alla ricezione della forma, nell'astrazione formativa è attiva potenzialità ad operare in virtù di quella forma.
Al quarto stadio della conoscenza si elabora e si vaglia l'evidenza. In quanto fornita dai dati sensibili, l'evidenza è solo materiale; in quanto costruita dalla comprensione diretta e, di conseguenza, dalla comprensione riflessiva, è formale; ma soltanto in quanto integrazione dell'esperienza, dell'immaginazione, della comprensione e della concettualizzazione in funzione dell'intenzione di essere dell'intelletto agente, del desiderio di conoscere la realtà, essa diviene reale. Diviene quindi interrelazione dialettica del senso, della memoria, dell'immaginazione, dell'intuizione, della definizione, della riflessione critica e del giudizio, diviene cioè l'oggetto che fa agire la comprensione riflessiva: il fondamento sufficiente all'assenso.
Obiettivo di questo stadio della conoscenza è fare in modo che tutte le risorse disponibili siano rivolte allo scopo. Tra le risorse disponibil c'è il costume intellettuale, che si sviluppa gradualmente, del nous o comprensione, la cui funzione è penetrare i principi e cogliere il problema; dell'episteme o scienza che si occupa delle sue implicazioni; della saggezza riflessiva o sophia e phronesis che stima la validità dei principi, comprende ciò che è e ciò che deve essere, e vaglia la forza delle conclusioni cui perviene il soggetto conoscente; del savoir-faire o tekhne con cui si coglie una linea d'azione. Questo stadio della conoscenza è dominato dalla domanda: An sit?, È così? Qui il ragionare sta al capire come il moto allo stato di quiete, il viaggiare all'arrivare. Con la conquista della comprensione, si consegue la transizione razionale al giudizio.
Il giudizio è il quinto statio della conoscenza, in cui si afferma che le cose esistono o che un certo evento si è verificato. Il giudizio può essere quindi vero o falso. I giudizi stanno alla comprensione riflessiva come i concetti e le definizioni stanno alla comprensione diretta. La processione del giudizio è un'emazione intellegibile, realmente e attivamente intellegibile e criticamente riflessiva secondi i principi primi che si conoscono naturalmente: il principio di identità, di non-contraddizione, di esclusione del termine medio e di ragion sufficiente. I principi dell'intelletto stesso sono gli standards di giudizio. Si conosce grazie a ciò che si è, il costume intellettuale è la nota ragione sufficiente e la causa del modo in cui opera, è il sorgere e il vivere dentro di noi della luce e dell'evidenza grazie alla quale noi agiamo con autonomia. La ragione fornisce di senso la realtà ed è, nello stesso tempo, il criterio di ‘realtà’. I principi primi che sono nell'intelletto possibile come causa efficiente dei suoi giudizi, ma derivano dall'intelletto agente che è la causa principale della comprensione sia diretta sia riflessiva, non sono leggi, ma le condizioni essenziali e autoevidenti del fatto che ci sono oggetti che devono essere posti in relazione l'uno con l'altro secondo leggi e che ci sono i rapporti che tali leggi suppongono. L'intelligenza sta alla legge come la causa all'effetto. Essa costituisce e crea la legge e è il fondamento della sua intellegibilità. Dato che i principi primi si fondano non solo sull'intellegibilità, ma sull'intelligenza, la loro valida applicazione non è limitata al regno dell'esperienza possibile, ma si estende a tutto ciò che è. La luce intellettuale si riflette mediante la luce intellettuale sulla luce intellettuale per capire se stessa e pronunciare la sua validità universale. Sebbene conosciuto con autoevidenza, è conosciuta non come oggetto, ma come medium di conoscenza, più o meno come l'occhio vede la luce non in quanto suo oggetto, ma la vede nel vedere oggetti colorati.
La luce intellettuale costituisce il nostro potere di comprensione, rivela i principi primi, li rende evidenti, motiva l'assenso razionale a essi, è l'elemento motore di ogni species intellegibile, fonda la certezza, è la nozione di essere, dove essere non è astratto, ma il concreto esse dinamico ed esistenziale.
Il giudizio oggettivo, che è lo strumento della comprensione riflessiva, è meramente condizionato dall'esperienza, o dalla datità della realtà esterna e interna. Inoltre, questo giudizio non è ciò che è conosciuto, ma il medium in cui la realtà è conosciuta.
L'oggetto trascendentale della comprensione è il concretamente reale. La verità non è la corrispondenza tra un giudizio oggettivo e la realtà, ma, in quel giudizio, tra la mente e la cosa. Quindi la verità non è verità assoluta, ma verità presente in un soggetto. Tale verità relativa (questa relatività non implica il relativismo), può essere espressa con assolutezza solo al livello astratto del giudizio oggettivo, come elemento normativo dell'azione deve essere colto nel pieno contesto della situazione totale dell'uomo nel mondo.
La conoscenza è identità. La comprensione in atto è intenzionalmente il capire in atto. Solo mediante la riflessione sull'identità dell'atto si può giungere alla differenza di potenzialità necessaria per afferrare le qualità intellettive della luce intellettuale, della trascendenza nell'immanenza. Lo sviluppo della conoscenza è lo sviluppo, nell'intelletto possibile, dell'atto con cui abitualmente si colgono i principi, sviluppo da una saggezza che all'inizio è puramente potenziale a un'identità intenzionale con l'universo dell'essere cui si appartiene e su cui opera l'intelletto agente in accordo con le condizioni dell'esperienza, che è capita dalla mente come una funzione nel suo derivato.
L'individualità e la contingenza dell'esistenza sono intellegibili solo in modo tangenziale. Ciò che è particolare e concreto viene conosciuto solo attraverso i sensi,120* l'immaginazione e il sentimento.
Questa analisi della concezione tomista della conoscenza mi sembra brillante e precisa, e sono grato a Lonergan che ha saputo liberare il tomismo dagli equivoci di cui è stato per lungo tempo sommerso. Dato che la terminologia ci è poco familiare, e in questo caso non possiamo separare la terminologia dal pensiero - dobbiamo giungere a un modo diverso di presentare almeno i punti principali della psicologia tomista dell'intelletto.
Questo è un problema di importanza cruciale, voglio perciò esporre il modo con cui Lonergan ha cercato di risolverlo. L'esame tel testo: Insight - a Study of Human Understanding121 ci permette di valutare quanto Lonergan sia riuscito a descrivere la conoscenza come una struttura dinamica.
Lonergan afferma che la mente umana, per la sua stessa natura, è in grado di penetrare al di sotto del livello fenomenico dei suoi oggetti di percezione o di immaginazione e di afferrare, in modo oscuro ma purtuttavia genuini, l'essere intellegibile che sottende ai fenomeni. La conoscenza è fondata sulla datità di dati rilevanti, è informata dalle esigenze razionali e coscientemente intelligenti della mente che guida i suoi processi dai dati al giudizio, è resa effettiva quando la comprensione riflessiva raggiunge una sintesi virtualmente incondizionata dell'esperienza fondamentale e informa l'intelligenza perché pervenga a un giudizio assoluto. Il criterio di verità è la realtà della propria esperienza, della propria comprensione e del proprio giudizio. Il processo cognitivo si muove dalle riflessione sugli oggetti del pensiero, attraverso l'evidenza cui la razionalità non può opporsi, verso i giudizi sulla realtà e, attraverso la verità, verso l'essere stesso.
Per fare un esempio, mentre Wren-Lewis122 crede che si pervenga alla vera oggettività grazie a un incontro, emotivo e diretto, con ciò che è altro da noi, Lonergan ritiene ovvio che si possa sentire la presenza di qualcuno anche quando si è solo. Egli crede che sia tempo ormai che questi modi di sentire siano esaminati, vagliati e indagati. È decisivo non tanto la presenza che si è sentita, ma il giudizio razionale che consegue a un'indagine su quell'aver sentito una presenza.
Come si giudica della concreta esistenza e come si verificano criticamente gli oggetti distinti dal soggetto conoscente? C. R. Fay afferma123 che Lonergan può accettare la validità della conoscenza perché crede che esistono di fatto giudizi che pretendono di essere trascendenti; che il più profondo fondamento della conoscenza è pragmatico; che la corrispondenza tra conoscenza e realtà è l'ipotesi più semplice per spiegare perché la conoscenza ha la struttura che le è peculiare; e che se l'essere è definito come l'oggetto dell'intelligenza, non c'è bisogno di provare che è il suo oggetto. Tuttavia, per lo stesso Lonergan la verifica è una convergenza cumulativa di conferme dirette e indirette, ognuna delle quali di per sé stabilisce proprio niente.
Nel 1950 Lonergan scriveva:124 “La definizione di verità è la corrispondenza tra giudizio e realtà. Il criterio della verità è l'evidenza. Ora, postulare le intuizioni evidenti† è senza dubbio facile s semplifica le cose. La definizione e il criterio della verità vengono fatte coincidere. Il problema critico è eliminato di colpo, perché, se l'evidenza è l'intuizione evidente† della realtà, non c'è bisogno, né è possibile che si proceda razionalmente dal criterio alla definizione dalla verità. Sfortunatamente sembra che non esistono quelle intuizioni evidenti† postulate. All'inizio, a ogni livello, la conoscenza dembra essere atto, perfezione, identità; tale identità con sé stessa non è un confronto; il confronto si verifica solo in un secondo momento e con un atto distinto di percezione distinto dalla sensazione, di concezione distinata dall'intuizione‡, di giudizio distincto dalla comprensione riflessiva. Considerando le cose in questo modo, il confronto non è originario, ma derivato, ed è derivato da ciò che non è un confronto, né un'intuizione ‘evidente’,†[Nota: In questi quattro posti segnati dalla † la parola “intuizione” corrisponde alla parola inglese intuition che per Lonergan indicarebbe un confronto spirituale-visivo tra soggetto conoscente e oggetto conosciuto.] né una dualità formale ed esplicita. Certamente è difficile giustificare tale derivazione. Accettare questa difficoltà è un'opzione filosofica fondamentale. Mi sembra che questo sia il modo di arrivare all'onestà e alla verità.”
Definendo l'essere come l'oggetto del desiderio di conoscere Lonergan non adotta un metodo di argomentazione che si fonda su postulati; la sua definizione esprime un'intuizione‡[Nota: Qui invece, come generalmente altrove - ad esempio nel posto precedente segato dalla ‡ , la parola “intuizione” corrisponde alla parola inglese insight, ossia comprensione del significato intellegibile presente nel dato esperienziale.] sulla natura dell'intelletto umano che egli vede infallibilmente aperto alla coscienza razionale e non meramente intellettuale nel suo svolgimento reale. Io esperisco un bisogno razionale di cogliere la molteplicità come unità. Il più profondo fondamento del conoscere è quindi pragmatico, ma non arbitrario. I giudizi che si riferiscono al trascendente non solo esistono, ma esprimono, in alcuni loro aspetti, l'autentica e personale certezza sull'essere; si veda ad esempio il giudizio che afferma che l'essere è l'oggetto del puro desiderio di conoscere. L'isomorfismo può non essere apertamente necessario, ma può forse essere negato senza che si cada in una contraddizione trascendentale?
Sant'Agostino impiegò degli anni a scoprire che la parola “reale” non ha la stessa connotazione della parola “corpo”. L'uomo, come ho già detto, ha bisogno di una conversione intellettuale per uscire dalle ombre e dalle immagini del suo mondo onirico e giungere alla verità dell'universo dell'essere. Ben pochi capiscono che è con concetti e giudizi che l'essere reale e autentico è conosciuto. Ciononostante tutte le scienze presuppongono che la realtà è intellegibile, e la metafisica è la scoperta che la realtà è intelligibilità. Lonergan sostiene che l'intelligenza cerca sempre di chiarire e di affermare sé stessa, di confermare la sua posizione con un appropriato e differenziato interesse per settori specifici, e che negherebbe sé stessa qualora considerasse quei settori irrilevanti o normativi.
Il rifiuto a priori dell'a priori fondato su una comprensione incompleta delle operazioni della mente, viola lo stesso principio empirico che si vorrebbe costituire o usare. Dovremmo lasciare che i problemi si presentino e si ripresentino alla nostra mente, rifiutando di sentirci soddisfatti con la poesia, il sentimento, i fremiti dell'esperienza intersoggettiva né con l'orgoglio per essere stati capaci di comprendere e padroneggiare una specifica area di fenomeni - tutto questo se desideriamo cogliere la molteplicità come unità.
Questa è la ragione per cui, come teologo e filosofo, affermo che l'impegno dinamico nel dialogo tra fede e non-fede è intrinseco all'esperienza religiosa, e che il Giudizio Finale può essere, in un certo senso, il primo giudizio. Come credente cattolico il mio impegno in questo dialogo è espressione della mia fede soprannaturale in Dio, una fede che è il libero dono che Dio mi ha dato. La partecipazione del non credente a questo dialogo esprime invece, credo, la sua fede nella sua umanità, fede che condivido, anche se per motivi profondamente diversi dai suoi. Questo terreno comune rende possibile il nostro dialogo.
La difficoltà risiede nella comprensione dell'atto di intuizione. È un atto perché e un agere, un' energeia , la realizzazione, o il secondo atto, dell'intelletto informato. Non è un'attività transitiva, non è un facere, né poiesis . È attivo non episodicamente, ma in quanto conquista dell'intenzione dinamica di colui che conosce. È anche capacità intelligente e creativa di cui si è consci, è disposizione, propensione o inclinazione a esprimere sé stesso in un'intera galassia di idee derivative, di teorie e di modelli di comportamento. Eppure, nei termini delle categorie aristoteliche, l'intuizione non è azione, ma passione, cosicché la vita umana, alla sua radice più intima, non è autogenerata, nonostante si possiede e soddisfi sé stessa. L'intuizione e l'amore che talvolta deriva da essa, sono il dono che Dio ha dato all'umanità, mediato da due sentieri convergenti, quello della nostra mente in crescita che capisce progressivamente il proprio desiderio di conoscere, e quello del processo evolutivo dell'universo che interferisce col nostro apparato sensorio e che causa la nostra esperienza di maturazione. Dovunque si incontrino queste due lame della fobice, dalla loro intersezione emerge un ulteriore lampo di intuizione, un progresso nella conquista della gioia intellettuale, cosicché la nostra mente riflette con nuovo splendore l'infinita bellezza di Dio.
Si è obiettato a Lonergan di non aver colto la distinzione tra intellegibilità inmanente negli oggetti e nei modelli di esperienza, e intellegibilità proiettata dal soggetto conoscente sugli oggetti e sui modelli di esperienza. La fisica contemporanea costruisce una teoria matematica dell'evento per trasformare la regolarità, la separazione e la sequenza in ipotetiche necessità, unità e rapporti, dove la necessità deriva dalla struttura logica delle implicazioni di funzioni matematiche, l'unità dall'assenza di termini di interazione ulteriori nel Hamiltonian che definisce la situazione, e il rapporto dal fatto che si assegnano appropriati contorni di integrazione, cosicché la risposta è nulla nel tempo anteriore all'inizio del stimolo. Le intellegibilità che la fisica scopre sono quindi quelle che i scienziati stessi proiettano nell'esperienza. Le quantità fisiche sono articoli fabbricati, misure dello stato del mondo, e sono definite dalla serie di operazioni e di calcoli di cui sono il risultato.
Lonergan affronta questa difficoltà distinguendo (in un modo che preferisco non precisare adesso) la relatività di rapporti primari dalla relatività di rapporti secondari.126 Non è stato Lonergan, ma Galileo, a commettere il facile errore di pensare che le leggi fisiche fossero proprietà delle cose separate dalla mente, e non una risposta alle domande che la mente si pone a proposito delle cose, che sono anche domande che la mente si pone a proposito di sé stessa.
Per dirla con le parole di D. B. Burrell:127
Vorrei ora cercare di esporre questo problema a mio modo, usando il linguaggio comune.130 Il significato della mia vita è nel mio comportamento corporeo, non come un frutto è in un piatto, ma piuttosto come il mio riflesso è in uno specchio. Proprio come vedo me stesso guardando nello specchio piuttosto che guardando lo specchio, così godo l'intuizione del mio sviluppo possibile indagando nella mia situazione presente, piuttosto che guardandola con superficialità. Capisco il senso della mia vita nel linguaggio simbolico che il mio specifico essere un corpo esprime, così come lo esprime il mio comportamento, modellato secondo l'immagine che ho di me stesso. Il comportamento del mio corpo è l'espressione di me stesso, cosicché chiunque capisca il mio comportamento è sulla buona strada per capirmi. L'impulso che gli uomini sentono verso il significato si manifesta innanzi tutto nel porsi domande quali: Che cosa? Perché? Come?, che si riferiscono a qualche aspetto del comportamento che il mio corpo esprime. In altre parole, è l'intellegibilità intrinseca, latente nell'essere un corpo umano vivente, intellegibilità che rappresenta una sifda concreta per ogni individuo, che porta un individuo a porsi delle domande.
Ma, sebbene gli uomini circoscrivano la loro attenzione e il loro interesse all'esperienza globale di sé stessi che vivono con gli altri nel mondo e che, assieme agli altri, appartengono al mondo, il loro interesse è potenzialmente infinito. L'uomo, nonostante sia racchiuso in un universo spazio-temporale, si interessa a tutto ciò che esiste ed è conscio di questo suo interesse. Meravigliandosi, chiedendosi: Che cos'è questo? Esiste o non?, l'uomo è aperto a tutta la realtà.
Poiché l'uomo sempre si interroga, sempre presta la sua attenzione a tutti gli aspetti del reale, sempre è ricco di interessi, non crea la sua disponibilità a essere attento, ma piuttosto usa e affina un tipo di attenzione che, in un certo senso, è già data. Egli in realtà non si pone mai una nuova domanda, piuttosto propone un problema e lo definisce, si concentra su un settore specifico entro il preesistente e totale campo di indagine cui il suo interrogarsi è permanentemente diretto. Altri fenomeni hanno un senso quando possono essere capiti, l'uomo ha senso perché può capire. Egli non è solo un mucchio di ossa e un ammasso di carne. Gli uomini e le donne non possono essere ridotti a cifre, curve e statistiche.
L'interrogarsi particolarizzato che è lo stadio iniziale della conoscenza, è definito astrazione oggettiva. Non è chiamato astrazione perché lascia da parte qualcosa - infatti l'esperienza dell'uomo è sempre l'esperienza totale di sé stesso come essere che vive nel mondo e fa parte del mondo, ma semplicemente perché l'atto con cui si circoscrive la propria attenzione e grazie a cui l'interrogarsi viene particolarizzato in una domanda specifica su un fenomeno, che viene così distinto da un altro, necessariamente offusca la sua consapevolezza di ciò che sta al di fuori dei confini del campo che sta indagando e ne prescinde temporaneamente, sebbene, e ciascuno lo scopre a proprie spese, sia pura finzione negarne l'importanza.
Il dinamico interrogarsi che fa tendere gli uomini verso il significato come l'occhio tende verso i colori, è lo spirito di meraviglia e di indagine così tipicamente umano, è il desiderio intelligente, razionale e consapevole di sapere e di capire. Questo interrogarsi usa immagini, o impressioni sensorie, o le espressioni corporee proprio come uno scrittore usa la macchina da scrivere o un oratore le parole del linguaggio. Come di solito allo scrittore non interessa molto il colore della sua macchina da scrivere,131 né all'oratore la perfezione del suo tono di voce, così lo spirito di ricerca include immediatamente alcuni aspetti dell'essere un corpo umano vivente nel mondo dei suoi interessi e dei suoi valori, ma può, forse poco saggiamente, astrarre da altri aspetti e sminuire la loro importanza giudicandoli banali o irrilevanti.131* È grazie alla circoscrizone dell'attenzione che si accoglie l'esperienza sensibile entro un orizzonte intellettuale. In questo modo la conoscenza sensibile diventa di fatto, e non solo potenzialmente, intellegibile, le cose sensibili esperite diventano la causa materiale della conoscenza, e dati particolari forniscono all'uomo l'evidenza materiale per il suo giudizio definitivo sul significato della propria realtà, più precisamente, sul significato della realtà in extenso.
Heidegger ha definito l'uomo uno spiazzo arboso in una foresta di esseri. Se l'universo è un'affermazione,132 l'uomo, colui che si interroga, è la persona in cui il suo significato è man mano portato alla luce ed espresso. L'attivo interrogarsi è l'inflessibile atto dinamico che costituisce il Dasein, l'essere dell'uomo nel mondo.
Ho trattato il primo stadio della conoscenza, cioè l'astrazione oggettivo o l'atto con cui si pone una specifica domanda. Il secondo stadio è il particolarizzato rispondere nella mente di colui che si interroga, e questo particolarizzato rispondere viene considerato in rapporto alla domanda in quanto contenuto euristico, astraendo dal contesto vitale in cui soltanto si verifica. Sotto questo profilo tale rispondere viene chiamato astrazione apprensiva, comprensione diretta o intuizione. A questo stadio la mia comprensione, ad esempio la comprensione del mio comportamento, è il mio cogliere almeno un possibile significato capace di interpretare una specifico saggio del mio comportamento indipendentemente dalle limitazioni imposte dal contesto in cui quel comportamento si verifica, cioè dalla mia totale situazione esistenziale. Questo tipo di comprensione è quindi astratta e prescinde dalla verità o dalla falsità, dalla distinzione tra realtà e finzione, tra storia e leggenda, mistero e mito, alchimia e chimica, astrologia ed astronomia.132* Questa comprensione è infallibile a suo modo, perché qualunque cosa io capisca, questo qualcosa è certamente possibile. Solo l'intellegibile, cioè l'intrinsecamente possibile, può essere capito. Bisogna notare anche che, mentre questa comprensione è certamente astratta, io capisco un possibile significato nel comportamento di cui essa è l'ipotetica spiegazione.
L'essere un corpo umano vivente è la causa materiale della vita umana; il significato attivo di cui gli individui sono consci è la sua causa formale, la sua intrinseca intellegibilità; la persona stessa che esprime significativamente la sua propria identità è la sua causa efficiente; la comunicazione interpersonale è la causa finale; il corpo sensibile è una causa strumentale; e l'attività con cui gli altri esprimono la loro umanità può essere una causa esemplare. Quindi nell'immagine i dati sensibili sono cause materiali della conoscenza e l'immagine, in quanto accolta entro un orizzonte intellettuale, è una causa strumentale della conoscenza, essendo l'attivo interrogarsi la principale causa efficiente. La causa formale della comprensione diretta è fornita dall'intrinseca intellegibilità di una certa realtà sensibile che spinge il mio interrogarmi a particolarizzarsi in una specifica domanda, per trovare sé stesso come risposta dotata di senso alla propria situazione. La mente è il medium della comprensione, medium che si autostruttura dai molteplici usi. L'occhio non può udire, né il naso vedere, ma la mente può giungere a capire non solo sapori, suoni, profumi e colori, ma tutto ciò che esiste. La sua potenzialità è la sua apertura infinita.
Quando guardo al mio rispondere particolarizzato non tanto nel suo rapporto con la mia domanda in quanto contenuto euristico, ma piuttosto come al fatto che è esso stesso la formulazione di una possibile risposta, teoria o ipotesi, giungo al terzo stadio della conoscenza, l'astrazione formativa. La mia intuizione, che coglie l'intellegibilità nei dati, è essa stessa realmente e attivamente intellegibile, dato che sono intellettivamente consapevole del mio proprio capire. L'intuizione in un certo campione rappresentativo del mio comportamento che sia rilevante, o in un'immagine simbolica di quello, mi suggerisce certe risposte a domande quali: Che cosa sono? Perché questa mia carne e queste mie ossa sono umane? L'intuizione, in quanto fornisce una risposta a questo tipo di domande, è astrazione formativa. La risposta provvisoria o il significato oggettivo proposto è un concetto o un'idea che procede dall'intuizione, come l'apprendere procede dall'insegnare. Questo concetto, o significato proiettato è uno strumento del mio capire che si autoesprime e si riferisce potenzialmente alla realtà, in questo caso alla realtà di me stesso.
Dato che la conoscenza non si accontenta della comprensione di possibilità, ha un quarto stadio, in cui si elabora e si vaglia l'evidenza. Questo è lo stadio della riflessione critica. Che cosa sono? Perché questa mia carne e queste mie ossa sono umane? In che senso sono umane? Il mio essere un corpo vivente, l'effettivo comportamento, qui e ora, di questa carne e di queste ossa, fornisce l'evidenza materiale. La mia intuizione in quel mio essere corpo vivente e il mio cogliere la possibilità che questa carne e queste ossa siano umane, proprio perché sono gli strumenti della mia indagine razionale nell'intrinseca intellegibilità del comportamento che si esprime in essi, costituiscono una formale integrazione dell'evidenza.
Passo quindi al giudizio, il quinto stadio della conoscenza, dove affermo con sincerità, ma altri possono pensare diversamente, che sono un uomo perché sono razionale, e che so di essere un uomo in quel senso, perché la mia comprensione riflessiva ha colto, nella mia esperienza di me come essere in un corpo vivente, che si interroga, che teorizza e riflette, la realizzazione di tutte le condizioni rilevanti per l'esistenza di tale conoscenza in me. Il mio conoscere esiste ed è condizionato. So di essere un soggetto conoscente, perché so che questa carne e queste ossa sono il luogo dell'esperienza del mio interrogarmi. Né la carne, né queste ossa, né il resto del cosmo rivelano le risposte a questo mio interrogarmi. Alla luce della risurezzione di Cristo, mi posso affidare al giudizio di Dio.
Molti credono che i filosofi sono degli accademici che devono confinare la loro attenzione a problemi speculativi e che non devono interessarsi agli aspetti pratici della vita. Come attività di secondo piano, la filosofia si interessa alla valutazione dei concetti, alla loro analisi, al loro statuto, alla loro forza logica e al loro rapporto sia coi fatti che danno loro significato, sia col linguaggio in cui sono espressi. Se la filosofia, nel suo aspetto di attività di second'ordine, deve combattere l'accusa di essersi ritirata dalla vita e di essersi rinchiusa in una torre d'avorio, deve esprimere interesse esistenziale per alcune attività di primo piano per cui essa è rilevante. Come filosofo che è innanzi tutto un teologo, credo non esista attività che non possa essere resa rilevante. Il filosofo può avere le mani in pasta dappertutto.
La vita mi ha fatto incontrare la psicologia e i problemi educativi, oltre alla filosofia e alla teologia; credo di aver ricavato da questo più vantaggi che inconvenienti. Certamente il fatto che le teorie filosofiche siano entrate a far parte della matrice che sta alla base delle motivazioni individuali e dei processi sociali, ci ha condotto oltre le antiche distinzioni tra filosofia e teologia, filosofia e altre discipline, filosofia e vita.
Ho imparato da tutti gli autori che ho citato. Mi sembra di terminare in modo adeguato questo libro fornendo ai miei lettori indicazioni sugli altri scritti che ho finora pubblicato.132** Essi così potranno avere a loro disposizione almeno l'evidenza materiale per un giudizio definitivo formulato secondo i loro valori.133 Comunque, l'apprendere è un processo ancora aperto.
118. J. H. NEWMAN, Grammar of Assent, London, Longmans, 1892, pp. 41. 88. 90-91. 197. 201. 227. 258. 344-45. 350 - trad. italiana, Filosofia della religione, Modena, Guanda, 1943. Cfr dal stesso autore Apologia pro Vita Sua, New York, Doubleday, 1956; Essay on the Development of Christian Doctrine, New York, Doubleday, 1960.
119. F. BRENTANO, The True and the Evident, London, Routledge & Kegan Paul, 1966, pp. 20. 24. 54. 55. 102. 110. 120. 122. 125. 128. 132. 137.
120. B. LONERGAN, Verbum - Word and Idea in Aquinas, London, Darton, Longman & Todd, 1968.
120*. È importante non fraintendere questa parola “sensi”. Ad esempio nel Method in Theology (p. 242) Lonergan si riferisce a "Karl Rahner's sense”. Eric Doyle nel suo St. Francis… (p. 42, nota 93**** sopra) parla di “heart-sight”.
121. Cfr nota 14 sopra.
122. Si veda la sua recensione a Insight (l'Intelligenza), nota 87 sopra.
123. New Scholasticism, 34 (1960) pp. 461-87.
124. Modern Schoolman, 27 (1950) p. 155.
125. P. B. SHELLEY, “Adonais” in Adonais ed altre interpretazioni, a cura di Riccardo Marchi, Milano, Casa Editrice Eschina, 1956.
126. Insight, pp. 491-93.
127. Continuum 2 (1964) pp. 440-43.
128. Cfr N. MALCOLM, Ludwig Wittgenstein - A Memoir, Oxford University Press, 1959; W. A. SHIBLES, Wittgenstein, Language and Philosophy, Dubuque, Kendall/Hunt Publishing Co., 1969; P. WINCH, Studies in the Philosophy of Wittgenstein, London, Routledge & Kegan Paul, 1969; L. WITTGENSTEIN, Tractatus Logico-Philosophicus, Roma, Bocca, 1954; L. WITTGENSTEIN, Philosophical Investigations, Oxford, Blackwell, 1958.
129. Cfr C. HAMER, “Gilbert Ryle's Wisdom”, nota 133 sotto; G. RYLE, “Induction and Hypothesis” in Proceedings of the Aristotelian Society Supplementary Volume, 16 (1937); “Predicting and Inferring” nella collezione Observation and Interpretation, London, Butterworth, 1957.
130. Cfr V. C. CHAPPELL, Ordinary Language, New Jersey, Prentice-Hall, 1964.
131. Senz'altro Unamuno, Wittgenstein e i loro simil sarebbero degli eccezioni a questo riguardo. Cfr W. PATER, Il Rinascimento, Napoli, Ed. scientifiche it., 1965.
131*.Forse poco saggiamente… Cfr ad esempio DANE RUDHYAR, The Magic of Tone and the Art of Music, Boulder & London, Shambhala, 1982.
132. Cfr C. HAMER, “The Real Meaning of Words” e “Meaning Things in Words”, nota 133 sotto; M. HEIDEGGER, On The Way To Language, nota 8 sopra.
132*. Qui seguo il Lonergan del Insight, ma più tardi lo stesso Lonergan ha riconosciuto la validità del ‘mito’ nel senso in cui oggi molti ne parlono. Inoltre sono d'accordo con l'autore sconosciuto di Meditations on the Tarot che può essere utile distinguere “Alchimia” e “alchimia”, “Astrologia” e “astrologia”, “Realtà” e “realtà”. Anzi, alla luce di J. D. SOLOMON, The Mind's Ear (Hounslow, Bibliagora, 1979), talora trovo necessarie le distinzioni: Parola, parola, PAROLA, “parola”, ‘parola’, [parola], {parola}, e (parola). Cfr nota 134 sotto: “J. D. Solomon Reflects on our Use and Misuse of Language and Logic”.
132** Finora pubblicato… Cfr nota 133 per la lista della 1ª edizione inglese del 1978 e nota 134 per la sua continuazione nella revisione inglese del 1995. Una lettera scritta da C. HAMER al riguado del problema Ergot nella Francia è stata pubblicata in John Bull verso la fine del 1950 e, nei anni 1955-70, ha fatto la versione ufficiale inglese di un gran numero di pubblicazioni interne, altre spritituali-amministrative, altre catechetiche-educative della Congregazione dei Salesiani di San Giovanni Bosco. Nel 1968 ha preparato ad usum dei seminaristi e dei catechisti salesiani l'opusculo: Christian Education in School che era seguito, nel 1969, da altri opusculi ad usum alumnorum: “Method in Theology”, “Logical Foundations”, “Understanding and Lonergan's Insight” e dalla lettera circolare del 6 dicembre 1969: “The Possibilities of the Survival of the Salesian Congregation - a Contribution to a Dialogue in Love on some aspects of our Present Task before God." Nel 1975 ha scritto il saggio: “Opposition or Complementarity - Therapy and Education: A Personal View."
133.C. HAMER, collaborazione a T. O'BRIEN, The Companion of Youth, Bollington, Saint Dominic Savio House, 1961; recensione a E. A. BURTT, In Search of Philosophic Understanding in New Blackfriars, vol. 48, no. 566, July 1967, p. 557; recensione a A. E. LOEN, Secularization e a D. WATSON, Christian Myth and Spiritual Reality in New Blackfriars, vol. 48, no. 587, August 1967, pp. 612-15; “Marxism and Christianity” in New Blackfriars, vol. 49, no. 571, December 1967, pp. 133-39; “God and Professor Flew” in Downside Review, vol. 86, no. 283, April 1968, pp. 121-31; “Serving a Church in Dialogue with Non-Believers” in Clergy Review, vol. 53, no. 5, May 1968, pp. 345-53; “The Real Meaning of Words” in Clergy Review, vol. 53, no. 7, July 1968, pp. 521-35; recensione a W. J. ONG, The Presence of the Word, in Clergy Review, vol. 53, July 1968, pp. 563-65; recensione a N. MIDDLETON, The Language of Christian Revolution in Clergy Review, vol. 53, no. 9, September 1968, pp. 731-33; “Why Ryle is not a Behaviourist" in Philosophical Studies (Maynooth), vol. 17, 1968, pp. 7-25; “"Dialogue and Unity in the Teaching of the Second Vatican Council”, due parti, in Clergy Review, vol. 54, nn. 1 e 6, January e June 1969, pp. 13-26. 433-443; recensione a K. RAHNER, Spirit in the World in Clergy Review, vol. 54, no. 11, November 1969, pp. 920-21; lettera “Challenges to Christian Marriage” in The Tablet, 22 November 1969, vol. 223, pp. 1152-53; nota “Implications of Girardi Case” in The Tablet, 22 November 1969, vol. 223, p. 1156;“Gilbert Ryle's Wisdom” in Philosophical Studies (Maynooth), vol. 18, 1969, pp. 133-39; “Philosophy and Third-Order Communication”, PPG Lecture no. 18, in circolazione privata; lettera “Voce di Roma” in Catholic Herald, 28 August 1970, no. 4402, p.5; lettera “Renewal Group's Pamphlet” in Catholic Herald, 30 October 1970, no. 4411, p.5; recensione a J. GIRARDI, Dialogue et Révolution e R. GARAUDY, Marxism in the Twentieth Century in New Blackfriars, vol. 51, no. 606, November 1970, p. 540; “Meaning Things in Words” in Philosophical Studies (Maynooth), vol. 19, 1970, pp. 5-10; “Colin Lyas on the Coherence of Christian Atheism” in Philosophy, vol. 46, no. 175, January 1971, p. 62; “What do we mean by Education?” in Ethical Record, vol. 76, no. 6, June 1971, p. 10; “One Man's Quest - Bernard Lonergan's Achievement” in Catholic Education Today, vol. 5, no. 4, JulyAugust 1971, pp. 6-7; “The Nature of Self” in Ethical Record, vol. 77, no. 1, January 1972, pp. 4-7; lettera “The Need for Intelligent Thought on the Ministry of Women” in Catholic Herald, 25 February 1972, no. 4480, p.5; “A Letter to the Reader” in F. STRACHAN, Casting Out The Devils, London, Aquarian Press, 1972, pp. 11-13; recensione a A. FARADAY, Dream-Power, in General Practitioner, 7 April 1972, p. 12; “Encounter Groups” in The Counsellor - Journal of the National Association of Educational Counsellors, no. 11, June 1972, pp. 1-9; lettera “Churchmen and Women” in Catholic Herald, 20 October 1972, no. 4514, p. 5; recensione a K. BLISS, The Future of Religion e H. V. GÜNTHER, Buddhist Philosophy in Theory and Practice in New Paperback Review, introductory number, December 1972, pp. 23 e 29; “Love - Experience or Experiment?”, PPG Lecture, in circolazione privata; “Council of Youth” in The Tablet, 5 May 1973, vol. 227, p.424; Ecstasy and Vendetta - The Making and Unmaking of a Catholic Priest, London, Peter Davies, 1973; lettera “His Real Presence” in The Tablet, 16 November 1974, vol. 228, p.1113; “Ethical Feeling” in Ethical Record, vol. 80, no. 2, February 1975, pp. 7-9; versione inglese di C. MOLINARI, Theatre Through the Ages (Teatro, Milano, Mondadori, 1972), London, Cassell, 1975; versione inglese di S. S. ACQUAVIVA e M. SANTUCCIO, Social Structure in Italy, London, Martin Robertson, 1976.…
134.… e poi: Encounter Groups, London, Creativity House, 1977; Voice In The Darkness - An essay in contemporary Catholic existentialism, Zennor, Cornwall, United Writers, 1978; prima stesura provvisoria, batutta a macchina e legata a mano della presente versione italiana: Voce nel deserto - saggio di esistenzialismo cattolico contemporaneo, Wormwood Scrubs, 1978 - documento originale che esiste ancora; lettera a Joan Morris: “The Status of Women in the Roman Catholic Church", 10 luglio 1978, cfr nota 56 sopra - ed è interressante notare che mentre scrivevo Ludmilla Javorovna di Brno esercitava già il suo ministerio di donna cattolica ‘ordinata’ al sacerdozio (cfr The Tablet, vol. 249, no. 8101,11 november 1995, pp. 1453-54); serie di 3 articoli: “On Being a Writer”, “Writing to the Point” e “Writing between the Lines” in Writers' Review, August-September 1978 & April- May and June-July 1979, pp. 19-23, 13-15 e 45-48; letter “Testing the Waters” in Psychology Today, March 1979; lettera “Fr. Hastings and the Right to Pry” in Catholic Herald, 8 June 1979, no. 4857, p. 4; lettera “Meaning altered by translation” in Catholic Herald, 21 September 1979, vol. 12, no. 39, p.4; lettera “Tenets of Charismatic Renewal” in Catholic Herald, 15 August 1980; lettera “Conversion and Infallibility” in Catholic Herald, 19 September 1980; lettera “Towards Rebirth and Charismatic Renewal” in Catholic Herald, 1980; in collaborazione con M. Todeschini: Success - Rules for the Guidance of Genius, opusculo in circolazione privata (Tipologia Cibernetica Umana) e Succès - règles pour la conduite d'un génie, versione frammentaria francese dello stesso opusculo, 1980; lettera “Küng's Faith, Hope and Assurance” in Catholic Herald, 16 January 1981; lettera “Hunger Strikers - The Choice is Yours” in Catholic Herald, 14 August 1981; lettera “The Papacy Undiminished” in Catholic Herald, 11 September 1981; lettera “Adult Study Is Crucial” in Streatham News, 27 November 1981; orientamenti per studenti adulti: “Find Out About Philosophy”, London, New Acropolis, 1981 (cfr C. HOLLAND, “Dreaming of Higher Things” in Islington Gazette, 24 April 1981); “Delta Therapy Naturally” resoconto professionale preparato per un inprenditore, 1981; 3 articoli: “The Alphabet tells a fascinating story”, “Some curious facts about the Calendar” e “Symbolism in Egypt” in New Acropolis, bolletino di New Acropolis UK, 1982; Sunrise Aquarius, romanzo ormai in gran' parte abandonato di cui, però, esistono qualchi copie in circolazione privata, 1982; The Tarot Cards Unpacked e Le Tarot Décortiqué, note preparate a vantaggio degli studenti delle scienze esoteriche, 1982; Four Seasons Massage, London, Creativity House, 1983; Robin Hood - The Man behind the Myth, 1ª stesura, 1983 (cfr Nottingham Evening Post, 6 February 1984) - il testo finale è quello di 1988-89; “Present and Future Needs In and For Adult Education”, London, AHEAD, 1983; recensioni a Out of Crisis - A Project for European Recovery e a The Birth of Solidarity - The Gdansk Negotiations: 1980, 1983; lettera “In Truth, we don't Begin at the Begetting" in The Guardian, 29 May 1984; lettera “The Evil of Wage Slavery” in Catholic Herald, 12 October 1984; “Divine Actuality, Theological Realities, Catholic Truth and the Ontology of Language”, conferenza tenuta al convegno annuale del CPG, gennaio 1985; lettera “The Living Christ” in Catholic Herald, 26 April 1985; “Large Letters in WordStar” in Practical Computing, vol. 8, no. 5, May 1985, pp. 144-45; “The Philosophy of J. D. Solomon”, edizione di ristretta circolazione, 1986; lettera “Faith Hand in Hand with Good Works” in Catholic Herald, 4 April 1986; “The Creativity Machine - A Preliminary Report”, documento professionale relativo all'invenzione di Jon Whale, 24 May 1988; lettera “Mixing People's Action” in Catholic Herald, 11 November 1988; redazione dell'opuscolo di Jon Whale, Nature's Power is Love & Light - Electronic Medicine, Crystal Healing and Esoteric Knowledge: The Computer Alchemist's Workbook, 133 pages, Hampton, WHALE, 1988; lettera “Sun Dump Not New” in Exeter Herald, 20 April 1989; lettera “Maxibus Rubbish” in Exeter Herald, 11 May 1989; insieme a JON WHALE: Health is a Rainbow - Cosmic Rejuvenation using the Electronic Caduceus, opusculo professionale presentato alla redazione di BRES, Amsterdam, 1989; lettera “Spaced-Out Theories” in Exeter Herald, 25 May 1989; lettera “A Green Planet” in Exeter Herald, 27 July 1989; The Rainbow Cymbal, 2ª stesura ma la 1ª edizione (con indici e bibliografie) messa in circolazione privata e non-commerciale (14 copie soltanto, e queste non sempre esattamente uguali!), 3 volumi legati in cuoio - 1629 pagine tutte preparate a mano, 25 December 1989 - 21 December 1990; Lettera a Papa Giovanni-Paolo II: “The Rainbow, The Chalice & The Cross IN New Jerusalem”, 2 February 1991; lettera aperta a tutti amici della pace sulla terra: “Working, Playing & Praying Together to implement the Rainbow Programme”, 1 March 1991; lettera a Dr. George Carey nell'occasione della sua installazione come arcivescovo di Canterbury, 19 April 1991; The Creativity Chronicle - Incorporating the Neith Network Orbital Report, vol. 1, no. 1 - vol. 2, no. 2, June 1991 - January 1992, Creativity House, Exeter, in circolazione privata; trascrizione e redazione dell'opusculo post mortem del mio padre, L. HAMER: “GOD”, Exeter, September 1991; “An Index to the published writings of Joan D'Arcy Cooper (1927-82), Ascended Mistress of the Rainbow Programme" e "An Index to Meditations on the Tarot - a Journey into Christian Hermeticism”, Exeter, Creativity House, 1992; Mirror of Justice - Abstracts from a Library: A Sequence of Essays in honour of the nuptial theology of the Sovereign Lady Mary Most Holy Help of Christians by Divine Conception Mother of God & Virgin Queen of All That IS, 1ª edizione in circolazione privata, 18 April 1992; The Rainbow Cymbal - Supplementary Volume che aumenta di 630 pagine il testo e di 561 riferimenti l'apparato critico, volume legato in cuoio che si può consultare, 18 April 1992; “Document 6 - Church in its most authentic and uniquely primordial sense: the Tiahuanaco Connection”, Exeter, Creativity House, 13 September 1992; The Neith Network Library, repertorio bibliografico e collezione di documenti complementari, 1ª edizione, 736 pagine distribuite in 3 volumi, e The Red File Index, 1a edizione, 215 pagine complementari a quelle della collezione precedente, Creativity House, Exeter, July 1994; altri documenti più recenti ancora inediti fra cui: “The ‘12th’ Planet: Origin of Earth & Home of Man's Creator - Zecharia Sitchin's Hypothesis, A Preliminary Assessment” - Lecture to RILKO (Research Into Lost Knowledge Organisation), 31 March 1995, e “Aquinas today - tradition and innovation” - studio depositato nella biblioteca del Open International University For Complementary Medicines, Colombo, Sri Lanka, nell'occasione di accettare il grado academico di Doctor of Science (honoris causa) nel Medicina Alternativa Institute di quell'Università, September 1995.
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Eccezione fatta di questa premessa il testo tipico italiano è quello originale della 1ª edizione inglese - senza gli errori di stampa.
Il bene è pluralistico e ogni individualità lo arricchisce. Sono stato allevato nella fede cattolica romana e sono tuttora cattolico. Che cosa significa questo per me? La mia professione di fede, un impegno fervente. Come sacerdote salesiano ho sentito che il mio primo dovere era mostrare rispetto per la verità attraverso le parole e l'esempio. Questo implica aprirsi agli altri ed essere aperto alla loro multiforme complessità. L'importanza da me attribuita alla condivisione delle esperienza rende impossibile ogni rigida adesione a un modello di vita strutturato.
1. L'ESISTENZIALISMO CATTOLICO
In un certo senso sono un esistenzialista. L'esistenzialismo nelle tragedie greche, nei Sofisti, in Giobbe, in Socrate, Agostino, Bernard di Clairveaux. L'appello al cuore di Pascal. La libertà, l'angoscia, la fede, le emozioni in Kierkegaard. L'appello esistenzialista all'autenticità. Blondel filosofo cristiano. Maréchal e la sua confutazione trascendentale di Kant. Coreth e la costruzione d'una metafisica basata sull'interrogarsi come atto personale. Unamuno sulle frustrazioni della libertà, sulle contraddizioni della vita, sulla verità della fantasia, sull'irrazionalità della fede nell'immortalità, sulla società, sugli utensili, sul comunicare, sull'autocoscienza e sull'immaginazione. La morte come rivoluzione finale, e la fede nella risurrezione come liberazione dalle frustrazioni del corpo più efficace dell'orgia sessuale. L'approccio soggettivo di Marcel al filosofare e la sua nozione del mistero. L'essere in Parmenide, Scotus, Suarez, Hegel, Caietano, Tommaso d'Aquino e Marcel. Marcel sulla vocazione come mistero che emerge nel momento in cui l'uomo si riconosce nella sua situazione, e il suo appello alla fedeltà nell'amore. Come tenere un diario. La mancanza di sistematicità nel diario di Marcel contrapposta all'esistenzialismo sistematico di Jaspers. Jaspers trovò la filosofia più utile della psico-patologia. Gli elementi dello sviluppo del bambino, compresa la socializzazione, la formazione dell'identità e l'immaginazione. L'importanza delle storie che ci raccontono sul destino umano.
2. IL MESSAGGIO CRISTIANO
L'economia della salvazione come trama teologica della storia cattolica. Il tema dell'Alleanza nel Vecchio e Nuovo Testamento. La morale della storia biblica: la gioiosa fedeltà alla legge dell'amore ricevuta da Dio. La necessità della croce secondo San Paolo.
3. IMPARARE A CREDERE
Nell'attuale società aperta la storia cattolica forse non raccoglie unanimi consensi. Il valore della sensibilità e del meraviglioso. Lo scopo di professarsi cattolico è di glorificare Dio. In tante storie si sono raccontate molte falsità e perciò è necessaria una filosofia critica nell'interesse dell'oggettività. L'ansia esistenzialista ne ostacola lo sviluppo, specialmente quando una persona ha bisogno di una conversione totale. L'educazione come iniziazione alla comunità dell'apprendere. L'importanza del gioco. Il significato dell'arte. Sette veicoli del significato. Quattro modelli di esperienza. Otto funzioni teologiche. Il bisogno di un'apertura totale. La mancanza di fede nella mentalità dell'uomo moderno come essere simbolico. Il fallimento di Jung nel capire Tommaso d'Aquino. Il cervello ed il cervellotto. Il potere maschile nella Chiesa e la revisione del ruolo della donna: considerazioni storiche. La femminilità di Dio. La promessa del Concilio Vaticano II di una riforma. La dinamica psicologica dei gruppi. Il caos creativo è meglio di un'organizzazione ottundente. La fedeltà all'ispirazione deve durare tutta la vita.
4. LA CONVERSIONE MORALE
Benché Tommaso sia di difficile comprensione, oggi abbiamo bisogno della sua saggezza. La natura della conversione personale. L'individuo non è un mero insieme di riflessi socialmente condizionati e anche quando è libero dalla nevrosi ha bisogno di porsi delle domande per crescere come persona. La vera natura degli atti coscienti. La crescita della comprensione equivale alla crescita dell'essere. La maggior parte degli uomini ha la reale possibilità di condurre una vita morale. I limiti delle varie teorie filosofiche sulla moralità. La reale natura del sentimento etico secondo Gilbert Ryle e Aristotele. I valori morali e la buona vita. Il bisogno di una rivelazione divina. La natura della conversione morale. Liibertà-da e libertà-di. La sincerità emozionale non preclude l'esistenza delle leggi.
5. LA CONVERSIONE RELIGIOSA
Il significato superficiale della conversione religiosa e il movimento ecumenico. Lo scisma tra Ortodossi e Cattolici Romani. Il bisogno di conversione della Chiesa. La natura personale della conversione religiosa. L'ateismo in ogni cuore. Il Concilio Vaticano II sull'ateismo. Discussione critica su What Shall We Tell The Children? (Cosa Diciamo Ai Nostri Bambini?) di Wren-Lewis, nella quale sottolineo che credere è un'esperienza e non un esperimento, con un'esposizione delle concezioni di Tommaso sulla natura della libertà, più varie altre annotazioni e commenti. Critica a God and Philosophy (Dio e Filosofia) di Flew, con osservazioni sul bisogno di consapevolezza e sulla difficoltà di una conversione intellettuale. Il teismo è implicito nella vita morale. La consapevolezza: ciò che è e ciò che non è. La Trinità come mistero rivelato che la Chiesa ci invita a capire alla luce della fede, e la proposta di un modo di capirlo con l'aiuto di un'analogia psicologica, basata sulla consapevolezza. La fede interpersonale negli altri e in Cristo.
6. LA QUESTIONE DELLA PROVA
Le opinioni del Cardinale Newman e di Franz Brentano. La descrizione di Bernard Lonergan della natura della conoscenza in Tommaso: i cinque stati del sapere. Sua concezione della conoscenza come struttura dinamica. Tentativo di una formulazione alternativa centrata sulla struttura dinamica dell'interrogarsi come atto personale. Annotazioni finali.
Di per sé le note 1-133 sone quelle della 1ª edizione inglese, nuove invece sono le note 90*, 91*, 91**, 93*, 93**, 93***, 93****, 95*, 96*, 106*, 106**, 120*, 131*, 132*, 132** e 134. Però anche le note 2, 3, 4, 8, 17, 19, 22, 34, 41, 45, 54, 56, 62, 69, 72, 81, 97, 114, 116 e 132 sono state aumentate alla luce della ricerca più recente.
Indice Alfabetico
Correzioni agli errori di stampa nella 1ª edizione di Voice In The Darkness
Indice Sommario
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ABELARDO - ABELARD (16) 10
ABIMELECH (41) 31
ABNER (41) 31
ABRAMO - ABRAHAM (40, 42-43) 30, 32-33
ADAMO & EVA (91) 75
ADNABOD & GWYBOD (95-99) 78-81
Sant' AGOSTINO - AUGUSTINE (15, 46, 57, 62, 81, 115) 10,35-6,45,49,66,95
ANALISI TRANSAZIONALE - TRANSACTIONAL ANALYSIS (36, 58-59, 70, 76) 28,46-7,56,62
Sant' ANSELMO DI CANTERBURY (81,92) 66,75
ANTISTENE - ANTISTHENES (65) 52
Apologia - Apology (15) 10
AQUINAS, St. Thomas AQUINAS (30,39,52,53,57,60,61,82,84,95,109,114)
AQUINAS: San Tommaso 22-3,30,41,45,47,48,66-8,78,80,90-98
ARCHITETTURA - ARCHITECTURE (48) 38
ARIANESIMO - ARIANISM (73) 59
ARISTIPPO - ARISTIPPUS (64) 51
ARISTOTELE (29,38,51,60,61,64,67,82,84,94-95,116) 22, 40,45,47,48,51,54,77,78
ARTE - ART (48-49,75-76,80,85,104) 37-8,61,65,69
ASSISI, San Francesco d' (75,87) 61,71
ATEISMO - ATHEISM (77-78) 62-3,75-77,81
AURELIO - AURELIUS, Marcus (46) 36
BABILONIA - BABYLON (43) 33
BAMBINO, Crescita del - CHILD DEVELOPMENT (34-37) 26-28
BAÑEZ (83) 68
BARTH, Karl (92) 75
BARTHES, Roland (5) 1
BEETHOVEN, Ludwig (49) 38, 70
BENEDETTINI - BENEDICTINES (14) 9
BENTHAM (64) 51
Berîth: cfr PATTO - COVENANT
BICICLETTA, Come guidare una - BICYCLE (96) 79
BLAKE, William (91,97) 75,80
BLONDEL, Maurice (17-18) 12
Arcivescovo BOSSUET (76) 62
BOUGLÉ, C. (62) 49
BRENTANO, Franz (108-9) 89-90
BUDDHISTI - BUDDHISM (64) 51
BURRELL, D.B. (117-8) 97-8
CABALISTI - QABALA (54) 42
CAIETANO - CAJETAN (30) 22
CALVARIO - CALVARY (89-90) 73
CAANA, Cananei - CHANAAN, Chanaanites (41) 31-32
CAMILLERI, Don Nazareno 4
CAOS - CHAOS (28,56,69) 21,44, 80 e cfr nota 62
CARLO MAGNO - CHARLEMAGNE (74) 59
CARTESIO - DESCARTES, René (62,66) 49,53
CASTANEDA, Carlos (52) 41
Catechismo della Chiesa Cattolica 4
CAUSALITA - CAUSES (38-39,74-75,82-84,110-112) 29-30,60,67-9
CELIBATO - Christian CELIBACY (53,87-88) 41,71-2
CERVELLO, CERVELLETTO - CEREBRUM, CEREBELLUM (53,55) 41,43
CHISCIOTTE - DON QUIXOTE (25) 18
CHRYSOSTOM, San Giovanni - St. John (73) 59
CINISMO - CYNICS (65) 52
CLAIRVEAUX, San Bernardo di (16) 10
COMMUNICAZIONE E LA SCOMPARSA DELL'ALIENAZIONE 37,71,85
= COMMUNICATION & SOCIAL DEALIENATION (47,76-77,103-4)
COMTE, Auguste (64) 51
CONFESSIONE (45-6) 35-6
Confessioni - Confessions of St. Augustine (15,46) 10,35-6
CONVERSIONE RELIGIOSA - Definition of RELGIOUS CONVERSION (76) 61
COPTI - COPTIC CHRISTIANITY (55) 43
CORETH, Emerich (18-21) 13-15
COSTANTINO - CONSTANTINE (73) 59
COSTANTINOPOLI - CONSTANTINOPLE (73-74) 59,61
COVENANT (40-43) 30-34
CRISOSTOMO - St. John CHRYSOSTOM (73) 59
CRITERIO - CRITERION (16,23,108,112,114,115) 49,89,93,94-5
Critica della Ragiona Pura - Critique of Pure Reason (18) 12
CROCIATE - CRUSADES (16,75) 10,60
DANZA - DANCE (48) 38
DANIELE - Prophet DANIEL (69) 55
DANTE (52) 41
DARWIN, Charles (64) 51
DAVIDE - King DAVID (41,42) 31,33
DEATH, DYING (25-8, 58) 20-21,46
DESCARTES, René (62,66) 49,53
DIALETTICA - DIALECTIC (24) 17
DIARIO PERSONALE - Personal JOURNAL (31-34) 24-5
Diathnkn - cfr COVENANT, PATTO
Didascalion (41) 32
DIOCLEZIANO - DIOCLETIAN (73) 59
DIONISIO - DIONYSIUS (53) 42
Divertissement (16,90) 10,74
DOMENICANI - DOMINICANS (30) 22
DREAMS, NIGHTMARES (24,33,37) 18,25,28
DURANDO - DURANDUS (83) 67
DURKHEIM (62) 49
EBREI (della Germania), Lettera agli Ebrei - Letter to the Hebrews, JEWS (43,75) 33,60
ECONOMIA DELLA SALVAZIONE - ECONOMY OF SALVATION (38-40) 29-30
EDUCAZIONE - EDUCATION (47-48,51,56,79) 37,40,44,64
EINSTEIN (78) 63
ELECTROMAGNETIC RADIATION (48) 37
EPICURO - EPICURUS (64) 51
ERCOLE - HERCULES (53,54) 40,42
ESPERIENZA, Modelli di - Patterns of EXPERIENCE (50) 39
EURIPIDE - EURIPIDES (63-4) 50
FAY, C.R. (114) 94
FEDE ERMAFRODITA - HERMAPHRODITE FAITH (25) 18
Fedone - Phaedo (15) 10
FEEL, FEELING (66-69) 53-58
FEMMINILITÀ DI DIO - FEMININITY OF GOD (54) 42
Fenice - Phœnissae (63-64) 50-51
Filioque (74) 60
FILIPPO IL CANCELLIERE - PHILIP THE CHANCELLOR (81) 66
FINEA - PHINEAS (42) 33
FIRENZE - COUNCIL OF FLORENZE (73) 59
FLEW, A. G. N. (92-93,97,98) 75-77,80
FLETCHER, Joseph (65) 52
FOLLIA - Controlled FOLLY (52) 41
FRANCESCO I - King FRANCIS I (74) 59
FREEDOM, Dependent on 4 Factors (82) 67
FREEDOM-FROM & FREEDOM-FOR (71) 57-8
FREE MASONS (55) 43
FREUD, Sigmund (13,64,78) 8,51,63
FUTUROLOGI - FUTUROLOGISTS (27,87) 20,71
GABAON - GIBEONITES (41) 31
GALILEO (80,117) 65,97
GANDHI (71) 58
Genesi - Genesis (42) 31-33
GEREMIA - JEREMIAH (42) 32
GERUSALEMME - JERUSALEM (28,73) 21,59
GESÙ CRISTO 5-8,18-22,29-30,40,58,60,61,6465,73,82-7,101
- JESUS CHRIST (9,10-12,25-28,38-40,43-44,51,72,79,80,89-90,104-5,121)
GIABES - JABESHITES (41) 31
GIACOBBE - JACOB (41) 31
GIANSENISMO - JANSENISM (81) 66
GIBEONITES (41) 31
GIOBBE - JOB (15) 10
GIOCASTA - JOCASTA (63) 50
GIOCO - PLAY (48-48,52) 37
GIONATA - JONATHAN (41) 31
GIOSUE - JOSUE (41) 31
GIOVANNI L'EVANGELISTA - St. JOHN THE EVANGELIST (27,43) 20,34
GIUDIZIO FINALE - LAST JUDGMENT (116,121) 96,101
GNOSTICISMO - GNOSTICISM (76) 61 Però, la vera Gnosis non coincide mai col gnosticismo.
GORGIAS (15) 10
Grammatica dell/Assenso - Grammar of Assent (108,109)90
GRUPPO, Cultura del - GROUP PROCESS, Group Culture (33,55-6,104) 25,43-44,86
Hebrews, Letter to the (43) 33
HEGEL (30) 22
HEIDEGGER, Martin (119-20) 99
Henoticon (73) 59
HERCULES (53,54) 40,42
HESCHEL, Rabbi (45) 35
HOBBES, Thomas (62) 49
HOREB (42) 32
HUGO, Victor (26-27) 19
HUTCHESON (64) 51
HUXLEY, Julian (64) 51
ICONOCLASTI - ICONOCLASTS (73) 59
IMPERATIVO TRASCENDENTALE - TRANSCENDENTAL IMPERATIVE (47,69) 37,56
INFALLIBILITÀ - INFALLIBILITY (9,12,108,111,120) 5,7,88,91,99
INIZIAZIONE - INITIATION (47,53) 6,37,42
Insight - A Study of Human Understanding (114) 94
Isaia - Isaiah (40) 31
ISRAELE, ISRAELITI (41,54) 31,43
JABESHITES (41) 31
JACOB (41) 31
JAMES, William (67) 54
JANOV, Arthur (59) 46-7
JANSENISM (81) 66
JASPERS, Karl (34) 26
JEREMIAH (42) 32
JERUSALEM (28,73) 21,59
JESUS CHRIST (9,10-12,25-28,38-40,43-44,51,72,79,80,89-90,104-5,121) e cfr sopra: GESÙ CRISTO
JOB (15) 10
JOCASTA (63) 50
JOHN THE EVANGELIST (27,43) 20,34
JONATHAN (41) 31
JOSUE (41) 31
JUNG, Carl (53,57) 41,45
KANT, Emmanuel (18,94) 12-13,77
KIERKEGAARD, Søren (16-17) 11-12
KINAESTHETIC SENSE, Spiritual (23) 17
LABANO - LABAN (41) 31
LAO-TSE (97) 80
LAST JUDGMENT (116,121) 96,101
LEGGE CANONICO - CANON LAW (54,72,75,88) 43,58,61,63,72
LEGGE NATURALE - NATURAL LAW (41,44,71) 32,48-9,52,57
LETTERATURA - LITERATURE (48,88) 38,72 LEVI (42) 33
LÉVY-BRUHL (62) 49
LIBERTÀ-DA, LIBERTÀ-DI - FREEDOM-FROM & FREEDOM FOR (71) 57-58
LIBERTÀ, dipenda da 4 fattori - FREEDOM (82) 67
LOMBARDO, Pier - Peter LOMBARD (81) 66
LONERGAN, Bernard (47,49-51,109,114,117-8) 38-40,90-98
LOUIS XIV (74)
LSD, Opium & (28)
LUIGI XIV - LOUIS XIV (74) 59
MARCEL, Gabriel (28-29,31,34,91) 12-13,21-5,74
MARÉCHAL, Joseph (18) 12-13
MARIA SANTISSIMA - MARY OF NAZARETH (9,11,54,75) 5,42-4,61
MARXISMO - MARXISM (55,62,65,78) 43,50,63
MASSONERIA - FREE MASONS (55) 43
MEANING, Vehicles of (49-50) 38-9
MERTON, Thomas (5,14) 4,9
Method in Theology (51) 40
MISTERO - MYSTERY (29,31,47,54-55,88,92,97,103) 21,23-4,36,43--4,72,76,80,85
MITRA - MITHRAS (53) 42 MOAB (42) 32
MOLINA (83) 67
MONOTELITISMO - MONOTHELITISM (73) 59
MONUMENTO - Public MONUMENT (41) 31
MORTE - DEATH, Dying (25-28,58) 20-21,46
MUSICA - MUSIC (48-49) 38
NABUCODONOSOR - NEBUCHODREZZAR (41) 31
NAHAS - NAHASH (41) 31
NEWMAN, Cardinal John Henry (107-9) 88-90
NEWTON (52) 41
NIETSCHE, Friedrich (62) 49
NOE - NOAH (42) 32
NUDEZZA - NUDITY (91) 75
OCCAM - William of OCKHAM (62) 49
OGGETTIVITÀ - OBJECTIVITY (47,114) 36,94
OPEN SOCIETY (45,80) 35,65
ORFISMO - ORPHICISM (53-54) 42
ORGIA - ORGIES (26,27) 19-20
ORIZZONTE - HORIZON (19,20,46,47,51,56,68,119) 13-4,36-7,40,44,55,99
PAOLO VI - PAUL VI (11) 7
PAOLO, Apostolo - St. PAUL OF TARSUS (12,42-44,76,91) 8,33-4,61,74
PARMENIDE - PARMENIDES (29) 22
Parti degli Animali - Parts of Animals (51) 40
PASCAL, Blaise (16,81,90,95) 10-11,74,79
PATTO - COVENANT (40-43) 30-34
PELAGIO, PELAGIANISM (81) 66 e cfr nota 90*
PERSONAL JOURNAL (31-34) 24-5
PETER, Saint (11) 5
Phaedo (15) 10
PHILIP THE CHANCELLOR (81) 66
PHINEAS (42) 33
Phœnissæ (63-64) 50-51
PIETRO - St. PETER (11) 5
PILATE, Pontius (10)
PIO XII - PIUS XII (61) 49
PLATONE - PLATO (57) 45
PLAY (47-48,52) 37
POLANYI, Michael (16) 11
POLIN (65) 52
PRESENZA DI DIO - PRESENCE, PRESENT OF GOD (54,75,79) 42,60,64
PRIMATO - PRIMACY (74-5: A p. 74, 40ª riga non “primary” ma “primacy”) 60
PRINCIPI PRIMI - FIRST PRINCIPLES (112-3) 92-3
PROSTITUZIONE - PROSTITUTION (24) 17
Psalms (40) 31
PUFENDORF (62) 49
Punto di Partenza della Metafisica - The Starting-Point of Metaphysics (18) 12
QABALA (54) 42
QUIXOTE, Don (25) 18
RADIAZIONI ELETTROMAGNETICHE - ELECTROMAGNETIC RADIATION (48) 37
RAHNER, Karl (29) 21
RELIGIOUS CONVERSION defined (76) 61
REVOLUTION (26-27) 19-20
RITO - RITUAL (48,74) 38,60
RIVOLUZIONE - REVOLUTION (26-27) 19-20
ROBINSON, Bishop John (80) 65
ROGERS, Carl (13-14) 8-9
ROMA - ROME (19,73,74,76) 7,59-61
ROUSSEAU, Jean-Jacques (46) 36
RYLE, Gilbert (66-7) 53-5
SABATO - SABBATH OBSERVANCE (41,42,79) 32,64
SAINT VICTOR, Hugh of (41) 32
SALES, St. Francis of (105-6) 86-7
SALESIANI
Salmi - Psalms (40) 31
SAN VITTORE, Ugo di - Hugh of SAINT VICTOR (41) 32
SARTRE, Jean-Paul (65,98) 52,82
SCHMIDT, Evkathrin (78) 63, e cfr note 86*
SCHOPENHAUER (64) 51
SCISMA - East-West SCHISM (73-75) 59-61
SCOTO - Dun SCOTUS (29,30: A p.30, 1ª riga “Franciscan” invece di “Dominican”) 22
SCULTURA - SCULPTURE (48) 38
SEDECIA - ZEDEKIAH (41) 31
SENSO CINESTETICO DELLO SPIRITO - Spiritual KINAESTHETIC SENSE (23) 41 nota 120*
SENTIRE, SENTIMENTO - FEEL, FEELING (66-9) 53-58
SESSUALITA - SEX, SEXUAL INTEGRATION (26,33,36-7,53-5,87-8) 28,43,52,78
SHAFTESBURY (64) 51
SHAKESPEARE, William (25,63) 18,50
Shekinah (54) 42
SHELLEY, Percy Bysshe (116-7) 96-7
SIDGWICK (64) 51
SIGNIFICATO, Veicoli di - Vehicles of MEANING (49-50) 38-9
SIMBOLI, COSCIENZA SIMBOLICA (43,49,51-3,80) 38,40-41 e cfr nota 93***
SITUAZIONE, Etica della - SITUATION ETHICS (65-6) 52-55
SMITH (64) 51
SOCIETÀ APERTA - OPEN SOCIETY (45,80) 35,65
SOCRATE - SOCRATES (15) 10
SOFISTI - SOPHISTS (15) 10
SOGNI - DREAMS, NIGHTMARES (24,33,37) 18, 25
SOPHIA (54) 42
Starting-Point of Metaphysics (18) 12
STIRNER, Max (65) 52
STOICI - STOICS (65) 50,52
STRUMENTI - TOOLS (24) 17
STUART MILL (64) 51
SUAREZ (30) 22
SYMBOLS, SYMBOLIC CONSCIOUSNESS (43,49,51-3,80) 38,40-41 e cfr nota 93***
TAIZÉ, Frère Roger de (87) 71
TENENBAUM, Samuel (13) 8
TEOREMA DEL SOPRANNATURALE - THEOREM OF THE SUPERNATURAL (81) 66
TERESA - St. THERESA OF LISIEUX (28) 21
TERTULLIANO (23) 16
TOOLS (24) 17
TRACY, David (52-53) 40
TRANSACTIONAL ANALYSIS (36,58-9,70,76) 28,46-7,56,62
TRANSCENDENTAL IMPERATIVE (47,69) 37,56
Trattato sull'Amore di Dio - Treatise on the Love of God (105) 86-7
TRENTO - Council of TRENT (10,11,75) 60
TRINITÀ, Mistero della Santissima - TRINITY of Persons IN One God (47,72,81,99-103) 36,58,66,82-7
Troilo e Cressida - Troilus and Cressida (63) 50
TROISFONTAINES (34) 26
ULISSE - ULYSSES (63) 50
UNAMUNO, Miguel de (21-5,32,98) 15-18,24,81
UTOPIA - UTOPIANISM (86) 70
VATICANO I - First VATICAN COUNCIL (11,41,75,92) 32,61,75
VATICANO II - Second VATICAN COUNCIL (55,77) 43,62-3
Verbum - Word and Idea in Aquinas (109) 90
What Shall We Tell The Children? (79) 64
WITCHES, WITCHCRAFT (46,55,75) 36,42-3,60
WITTGENSTEIN, Ludwig (117) 97
WREN-LEWIS, John (79-80,84-92,114) 64-5,68-75,77,80,94
YAHWEH (39) 29
ZEDEKIAH (41) 31
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Pagina 104, 8ª riga “gnosticism” invece di “gnosis”.
Pagina 123, 27ª riga “F.X.P. Thoburn” invece di “Hugh O'Sullivan”.
Pagina 134, 23ª riga “extrapolates or, better, tunes in” invece di “extrapolates”.
Pagina 30, 1ª riga “Franciscan” invece di “Dominican”; 28ª riga “a Dominican” invece di “another Dominican”.
Pagina 34, 10ª riga Non “Troisfontaines” ma “Troisfontaines”.
Pagine 41-3 Moltissime riferimenti biblici sono state omesse duranta la redazione alla stampa di queste pagine. Questo diffetto è stato corretto detagliatamente sulle pagine 31-3 della presente edizione tipica italiana.
Pagina 74, 40ª riga “primacy” invece di “primary”.
Pagine 81, 21ª riga Per evitare delle fraintese dopo “Pelagian heresy” è opportuno inserire: “(to which, incidentally, Pelagius himself, whose own postion seems to have been that of Primordially Traditional Catholic Christian Faith as understood also by Augustine, seems never to have subscribed)”.
Pagina 125, 14ª riga Prima parola da inserirsi: “Penguin”.
Pagina 130, 9ª riga Non “Teo” ma “Deo”.
Pagina 135, 7ª riga “Courants” invece di “Courant”.
Pagina 136, 1ª riga Non “Beford” però “Bedford”.
Pagina 138, ultima riga “Bosco” invece di “Bosca”.
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Updated 20:34 4/11/2002.