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N1
Risultato Di Successive Elaborazioni Collettive
editori responsabili:
già in circolazione privata 1982
N2
“Nature pursues her course by phases, with a tendency to degeneration through inertia. Humanity, left to itself, gains consciousness too slowly, since the natural man avoids educative suffering. Yet from time to time there is a prodigious leap. Suddenly, in an exhausted world, an exceptional being arises, at a time and in a place favourable to his development.”
Ischa Schwaller De Lubicz , in Her-Bak.
N3 Questo scritto contiene soprattutto due ipotesi. La prima è una classificazione dei tipi umani in relazione alle loro differenze qualitative. La seconda è un tentativo di formulare il programma pratico per l'applicazione di queste differenze nell'attività dei tipi migliori, nell'attuale società, che è dominata soprattutto dai peggiori.
Una difficoltà è la terminologia,1 che va trovata in una maniera tale da utilizzare i concetti che derivano dall'ordinaria scienza empirica, in un contesto che è basato sui valori metafisici. Per esempio utilizziamo la terminologia "adattamento" per definire l'ottimalità nei tipi umani, ma non intendiamo riferirci all'evoluzione biologica intesa volgarmente. Il fatto che qualcuno sia adattato e qualcuno non lo sia deriva da realtà dell'ordine metafiscio, anche se qui ci riferiamo al lato empirico di ciò.
*. A related Letter from Colin James Hamer was published in the Catholic Herald, 10 October 1980. Several implicit references to Marco Todeschini's original research findings also occur, albeit without acknowledgment, in Vittorio Hess, Bureaucracy and Well-Being - Towards a non-Western model (Università degli Studi di Camerino - Facoltà di Giurisprudenza: Istituto di Studi Economici e Sociali, 1994). This work will be cited as BAWB followed by the relevant page-number(s).
1. Several terms are here employed in a quasi-technical, non-ordinary sense. A glossary of special terms has, therefore, been included as Appendix I. Incidentally, although several Alpha-A concepts are central to the main argument throughout BAWB, the terminology there is also quite different from ours. Instead of Golden Age, Silver Age, Bronze Age and Iron Age, Professor Vittorio Hess compares Western-to-Eastern, Eastern, Eastern-to-Western, and Western models of society, characterising them respectively as: (1) intuitive ideology and ‘spontaneism’, (2) static ideology and managerialism, (3) rational consumerism and managerialism, (4) dynamic ‘spontaneism’ and consumerism.In other words, in BAWB Art is ‘ideology’, Science is ‘spontaneism’, Spirituality is ‘managerialism’, and Cooperation is ‘consumerism’. Similarly conscious extroversion and conscious introversion are regarded as ‘static’ and ‘rational’ functional modalities, while unconscious introversion and unconscious extroversion are identified as ‘dynamic’ and ‘intuitive’ functional modalities respectively.
N4 Ciascuna specie ha il suo particolare tipo di adattamento, legato soprattutto all'ambiente, e anche, non meno importante, alla natura qualitativa (metafisica) delle specie. Così è chiaro che per i tipi umani l'adattamento riguarda non soltanto la parte fisica dell'individuo, ma anche gli aspetti psichici, e, ciò che è ancora più importante, anche la complessità delle interrelazioni fra i due livelli.
Ciò che conta non è il livello inconscio in se stesso, ma il suo rapporto e scambio col conscio. Solo così si prende in considerazione il processo del pensiero e se ne determina la capacità di giungere al pieno adattamento, in cui il pensiero funziona con autonomia rispetto al livello fisico, anzichè esserne meccanicamente condizionato.
N5 La scienza psicologica (Luria, Piaget, ecc.2) è già arrivata ad una spiegazione empirica di questo meccanismo, per molti misteriori e inqietante, della coscienza di tipo pieno ed elevatio. In base a queste spiegazioni, il pieno adattamento e la piena coscienza derivano da un'omeostasi del sistema nervoso, cioè dal fatto che tutti i suoi elementi siano equilibrati in una piena stabilità in senso cibernetico.
2. Cf. R. D'Albiez, La Méthode Psychanalytique et la Doctrine Freudienne (Paris: Desclée de Brouwer 1936); “Saint or sinner? Sigmund Freud” nel The Sunday Telegraph Magazine (5 maggio 1996, p.43).
Possiamo chiamare "superomeostasi" questa omeostasi generale del sistema psichico e fisico, nell'uomo veramente cosciente, per distinguerla dall'omeostasi comune fisica degli animali e di tutti gli uomini.3 La superomeostasi è una forma qualitativa (metafisica) nuova e più alta, in confronto con l'omeostasi fisica, che è fondata sulla tendenza alla sopravvivenza.
3. Per lo studi di quest'ultima cfr. Ross Ashby, Progetto per un cervello, Bompiani.
N6 Tutti i tipi umani, ivi compresi quelli privi di qualsiasi forma di superomeostasi, hanno l'omeostasi ordinaria fisica. Ma non tutti possono arrivare al pieno adattamento, nel senso della superomeostasi, perchè il loro livello fisico resta sempre un po' condizionato rispetto al livello psichico, che non riesce a raggiungere equilibrio e autonomia. Per questo equilibrio sono essenziali le precondizioni genetiche.
Si capisce così che devono essere fatte alcune distininzioni fondamentali per lo studio dei tipi umani, e per determinare ciò che è possibile mutare nel processo di formazione e educazione, e ciò che resta determinata con la nascita. Questa classificazione è sostanzialmente diversa da quelle della caratterologia volgare, nei suoi diversi metodi, che comunque non contengono mai l'idea dell'esistenza di diversi livelli qualitativi della coscienza. La nostra classificazione, al contrario, è fondata sui valori metafisici, non come elementi trascendenti, ma come un'assiologia (si confrontino le opere di Ruyer) presente nella stessa realtà empirica.4 Questi valori e elementi qualitativi spiegano l'esistenza dei diversi livelli di coscienza e dei diversi tipi umani stabilmente separati. Così l'approccio di origine metafisica (cf Voce nel Deserto5) si fonde con l'approccio cibernetico, che considera l'interrelazione di forme qualitative stabili separate.
4. Cf. A. Ehrensweig, The Hidden Order of Art (Londra: Paladin 1970).
5. Prima edizione inglese: United Writers (Zennor) in 1978; edizione elettronica riveduta: Voice I+N The Darkness.
N7 Il senso qualitativo di ogni tipo può essere compreso solo attraverso il suo significato metafisico. Ma, al livello empirico, è possibile studiare queste stesse differenza qualitative come meccanismi cibernetici (si pensi per analogia alla corrente elettrica, e alla differenza qualitativa tra più e meno, in essa). È anche possibile correlare le conseguenze di questa classificazione con l'esperienza di ogni giorni nella conoscenza delle persone, i cui caratteri corrispondono a quelli previsti dallo schema.6
6. Quello che è accaduto in pratica è che abbiamo iniziato a studiare le classificazioni di tipi di persone, sulla base della esperienze di ogni giorno di conoscenza di persone, e stimolati da motivazioni che derivano da una comprensione dei valori metafisici e spirituali delle persone. Soltanto poi si è trovato uno schema empirico corrispondente a questa realtà. Ma qui presentiamo le cose al contrario: prima lo schema e poi il contenuto dei caratteri reali, perchè così dovrebbe essere più chiaro.
La prima importante distinzione è quella tra estroversione e introversione, che rapprensenta una dialettica orizzontale, cioè nel senso di un'identità di valore sostanziale nelle due forme tra di loro opposte. Non definiamo qui l'estroversione e l'introversione nel senso della psicologia ordinaria, che parla di differenze quantitative, cioè un po' più o un po' meno estroversione o introversione. Per noi l'estroversione o l'introversione sono qualità: il 50% degli individui esistenti circa sono estroversi e un 50% sono introversi.
N8 Al livello dei meccanismi empirici, ciò corrisponde al modo di funzionare dell'interrelazione dialettica fra i due livelli del sistema nervoso: il livello superiore (che possiamo chiamare S, soggetto) che è il livello dell'attività creativa e simbolica che caratterizza l'uomo con la sua capacità di pensiero astratto; e il livello inferiore (che possiamo chiamare O, oggetto) che è la base fisica delle percezioni, a cui il soggetto deve costantemente riferirsi per sviluppare dialetticamente la sua attività. Questa distinzione non deve essere confusa con quella tra conscio e inconscio, perchè i due aspectti sono presenti a entrambi i livelli.
L'identificazione di un livello superiore umano dell'attività nervosa è un risultato degli studi di neurofisiologia (si confronti ad esempio Benedetti), che ammettono l'esistenza di un livello superiore a quello animale, nel senso di una completa capacità di creazione e simbologia, anche se poi di solito si spiega ciò come un'evoluzione graduale dal livello animale.7 In realtà soltanto nell'uomo i due livelli, che abbiamo chiamato soggetto e oggetto, sono in grado di funzionare ciberneticamente come entità complete e autonome: dialetticament il soggetto non puö dare informazioni all'oggetto senza che l'oggetto risponda con informazioni al soggetto; e viceversa.
7. Può essere utile in questo senso riferirsi alle nostre pagine sulla sapienza di Solomon, ad esempio.
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(a) |
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N9 Ciò che si è definito come introversione e estroversione è l'aspetto orizzontale dell'interrelazione dialettica tra i due livelli.. Non si tratta cioè di stabilire, come faremo poi, trattando il problema dei livelli qualitativi della coscienza, se il livello superiore ha ottenuto un'autonomia cibernetica rispetto al livello inferiore ed è in grado di controllarlo più di quanto ne venga da esso condizionato (tipo di coscienza superiore) o viceversa. Per quanto riguarda l'estroversione e l'introversione, il processo di interrelazione fra i due livelli interessa dal punto di vista di una loro sostanziale identità di valore (S=O).
Per una classificazione dei tipi psicologici interessa dunque sia il rapporto orizzontale, come scambio fra i due livelli, sia il rapporto verticale, come modalità gerarchica che si inserisce nel loro rapporto. Nella figura 1 vediamo i tip relativi al primo criterio, mentre nella figura 2 si comincia a vedere la distinzione di tipi qualitativamente superiori e inferiori di coscienza.
(a) ALPHA-a (b) alpha-A
Figura 2
N10 Come si vede nei tipi (a) e (b) della figura 1 (rispettivamente l'estroverso e l'introverso), poichè tutto il pensiero è costituito dai due elementi (soggetto e oggetto), a seconda del tipo, l'individuo può prendere come elemento preferito il rapporto costituito dalle informazioni che dall'oggetto vanno al soggetto, e come meno importante (aspetto che deriva solo indirettamente dal funzionamento del meccanismo precedente) il rapporto costituito dalle informazioni che dal soggetto vanno all'oggetto (tipo estroverso); oppure puö prendere come preferito il rapporto costituito dalle informazioni che dal soggetto vanno all'oggetto, e come meno importante le informazioni che dall'oggetto vanno al soggetto (tipo introverso).
La terminologia che qui si è scelta è a prima vista paradossale. Infatti Jung ha scelto la terminologia opposta, che effettivamente descrive il meccanismo empirico più esattamente, denominando come introverso il tipo che preferisce le informazioni che vanno dall'oggetto al soggetto (interiorizzazione) e estroverso il secondo, che preferisce le informazioni che vanno dal soggetto all'oggetto (esteriorizzazione). Ma il nostro scopo è l'opposto di quello di Jung. Non è la descrizione del livello empirico del meccanismo, ma la comprensione del significato di tutto ciò al livello della coscienza soggettiva, con la conseguenza delle possibilità di comunicare con altri individui e di sentirli come coscienze autonome. Ecco che così il punto di riferimento s'inverte, e, passando dall'oggetto al soggetto, s'inverte anche la nostra terminologia. E, effettivamente, nelle esperienze di ogni giorno, il tipo che noi chiamiamo estroverso si manifesta effettivamente come aperto e comunicativo, e viene normalmente sentito e considerato da tutti come estroverso (tranne da coloro che hanno studiato la terminologia di Jung), e viceversa il tipo introverso, che viene sentito come più chiuso in se stesso, non corrisponde nell'esperienza pratica al tipo che Jung chiama introverso, ma proprio a quello che Jung chiama estroverso. Si tratta soltanto di intendersi su questa convenzione di termini, e noi procediamo in conformità alla convenzione che si è presentata, che è quella opposta a quella scelta da Jung, per le ragioni che sono state chiarite.
N11 Così nella figura 2 sopra presentiamo i due tipi estroverso e introverso con gli ovali, in cui c'è una parte maggiore e dominante (il processo estroverso nel tipo estroverso e il processo introverso nel tipo introverso), mentre c'è anche una parte minore (il processo introverso nel tipo estroverso e il processo estroverso nel tipo introverso), che è presente solo come riflesso indiretto del meccanismo del tipo in questione.
Prima di procedere, è opportuno fissare bene l'idea che abbiamo presentato, in base alla quale, paradossalmente, il meccanismo estroverso è l'informazione dall'oggetto al soggetto, e il meccanismo introverso è l'informazione dal soggetto all'oggetto. Altrimenti questo punto può determinare in seguito grosse confusioni.
N12 Ciò che è difficile in pratica è distinguere all'interno di un individuo, il funzionamento di questi due meccanismi distinti, che sono come due mani a disposizione del sistema nervoso. Infatti in pratica si vede sempre soltanto un risultato complessivo in cui il contributo delle due "mani" è sommato. Ma l'analisi di tipo cibernetico, che è l'unica in grado di chiarire una classificazione dei tipi qualitativamente diversi di persone, nasce proprio dalla capacità di discerne quale parte è determinata da un processo e quale dall'altro, all'interno del processo mentale. Si può riuscire a vedere ciò solo con molta pratica nell'applicazione del metodo qui presentato. Ma riteniamo che soltanto questa capacità di distinguere i processi possa far procedere nella conoscenza della caratterologia, anche se poi, naturalmente, è pur sempre importante essere capaci di tornare a una visione unitaria e complessiva dei fenomeni (non però la notte in cui tutte le vacche sono nere, della caratterologia volgare, bensì un senso dinamico filosofico complessivo, che contiene anche l'idea delle differenze stabili e qualitative, ed è però capace di vedere che un aspetto concreto può essere contenuto in qualità opposte, con connotazioni diverse non esprimibili con parole: si confronti la fenomenologia e la filosofia basata sull'intensione, anzichè sui termini del linguaggio).
Per le ragioni di cui sopra, i termini scelti per descrivere i nostri tipi non potranno mai essere del tutto soddisfacenti, e preferiamo usare codici, come quelli già introdotti ALPHA oppure alpha (estroverso) e A oppure a (introverso), chiariti in base a un contenuto cibernetico e un meccanismo empirico del funzionamento del sistema nervoso.
(a) ALPHA-a (b) alpha-A
(c) ALPHA-a (d) alpha-A
(e) ALPHA-a (f) alpha-A
(g) ALPHA-a (h) alpha-A
Figura 3
N13 Qualunque fenomeno e atteggiamento individuale può essere contenuto in qualsiasi tipo, ma si interpreta psicologicamente in maniera diversa a seconda del codice di riferimento di tale tipo. Con tutto il rispetto per un'attività diversa dalla nostra, e ad essa complementare, come quella dell'analisi psico-filosofica complessiva caratteristica della comune ricerca esistente nella scienza attuale, riteniamo tuttavia che tutto questo procedimento sia inadeguato, per le ragioni esposte, ai fini di una comprensione della tipologia umana. Forse questo deriva dal fatto, come si è detto a proposito della terminologia di Jung, che il nostro scopo è diverso: non lo studio della realtà empirica e basta, ma soprattutto l'utilizzazione delle conoscenze nella vita e nei rapporti con le persone, di tipo diverso.
Con tutti questi chiarimenti, si può sperare che siano superati i possibili equivoci; sia quello di chi ritiene che il nostro metodo abbia una certa validità, ma che si tratta pur sempre di differenze fluide e imprecise; sia quello di chi, esagerando nel senso opposto, potrebbe accettare le differenze qualitative, ma trasformandole in un sistema rigido, con descrizioni predeterminate di tutti i comportamenti individuali. La via giusta è in mezzo: nella comprensione e codificazione dei diversi meccanismi cibernetici alla base dei tipi individuali, e nell'interpretazione elastica dei fatti che si possono osservare, ad esempio nel comportamento degli individui, con la comprensione dell'intenzione, caso per caso, senza regole troppo rigide nell'applicazione.
N14 L'estroversione e l'introversione determinano una differenza di base, e come tale si può ritenere che si tratti di una differenza presente geneticament. Come nella composizione musicale c'è la tonica, a cui la composizione si riferisce, così nel pensiero un sistema è preso come dominante, e l'altro resta a livello minore. Non ci sono vie intermedie alla scelta di uno o dell'altro sistema (tranne forse in certi rari casi di pazzia). Essendoci le due possibilità, statisticamente gli individui di un tipo e dell'altro possono essere considerati in numero approssimativamente uguale.
Se non ci fosse il predominio di uno dei due distemi, il pensiero perderebbe la sua stabilità. Il tipo estroverso è costantemente attratto da una formalizzazione simbolica qualitativa del suo pensiero, anche come comunicazione, e il tipo introverso è maggiormente attratto dal rapporto con le sue percezioni, la sua sensorialità, il che è anche capacità di sperimentazione e di azione.
N15 Passiamo ora alla classificazione già presentata nella figura 3, che riguarda le differenze qualitative come tipi di coscienza di livello superiore o inferiore. Indipendentemente dai tipi che ora esamineremo, c'è sempre la possibilità che l'individuo sia estroverso oppure introverso; si sommano così il metodo verticale e quello orizzontale della classificazione. Infatti l'estroverso e l'introverso hanno capacità di uguale valore, mentre il valore e le potenzialità aumentano con la coscienza più elevata.8
8. Nella figura 3 sono estroversi i tipi (a), (c), (e), (g) e introversi i tipi (b), (d), (f), (h).
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Altre opere di utile consultazione in questo contesto:
1. Encyclopedia of World Problems and Human Potential, 4th edition, 2 volumes or CD-Rom (UIA, Rue Washington 40, B-1050 Brussels, Belgium; tel:+32-2640-1808, e-mail: UIA@UIA.be - 1996. US$350).
2. David Bohm, Thought as a System (Routledge 1994).
3. Joan Cooper, The Ancient Teaching of Yoga and the Spiritual Evolution of Man (London: Research Publishing 1979), p.160.
4. John Hitchcock, The Web of the Universe - Jung, the ‘New Physics’ and Human Spirituality (New York: Paulist Press 1995).
5. Byron Lewis & Frank Pucelik, Magic of NLP Demystified - A Pragamatic Guide to Communication & Change (Portland, Oregon: Metamorphous Press 1990).
6. Alan Mayne, Resources for the Future - An International Annotated Bibliography for the 21st Century (Adamantine Press 1993; ISBN 0-7499-0077-8).
7. H. Palmer, The Enneagram - Understanding Yourself and the Others in Your Life (San Francisco: Harper 1991).
8. Cf. Stan Rosenthal, A New Concept of ‘Self’ - The Self as Pattern, Process and Paradox (226 Cathedral Road, Cardiff, 1981; ISBN 0-906145-04-X).
9. J. D. Solomon, The Mind's Ear (Hounslow: Bibliagora1979).
10. R. Wrugh, The Third Way Out Of The Economic Crisis (London: SPUR 1974) and The Industrial Commonwealth In A New Economic Order (SPUR 1981).
N16 Come si vede nella figura 3, presentata precedentemente, per ogni tipo (estroverso o introverso) ci sono quattro possibili livelli di coscienza (rappresentati dalla linea doppia nella parte degli ovali in cui c'è la coscienza di tipo superiore). Per capire questa distinzione, fondamentale dell'ordine metafisico, e quindi da ritenersi presente al momento della nascita, bisogna affrontare non pochi chiarimenti.
Anche questa volta, come è avvenuto per il tipo estroverso e quello introverso, non si tratta secondo noi di gradazioni, in cui possono esistere tipi intermedi. Si tratta invece di qualità dei meccanismi cibernetici; e ciascun individuo appartiene a un tipo ben determinato fra quelli possibili. Nel caso della dialettica orizzontale di estroversione e introversione, non può che esserci uno dei due versi come dominante, e l'altro come minore. Nel caso della dialettica verticale, la coscienza pienamente adattata e autonoma rispetto al livello fisico, può apparire da entrambi i lati, da nessuno dei due lati, oppure in unto alternativamente dei due lati estroversione-introversione (vedi figura 3).1
1. Per capire meglio la natura dei processi qualitativi si vedano opere come quella sulla teoria dei sistemi, di Bertalanffy. Si pensi anche, ad esempio, che il nostro corpo, come sistema, è qualcosa di ben diverso dalla somma delle sue parti, i singoli organi, ecc. In un sistema, con l'aumento della quantità delle sue parti, scatta un effetto di solia, cioè il superamento di barriere qualitative. Così i tipi diversi hanno diversi meccanismi cibernetici nel funzionamento del loro sistema nervoso, e i casi intermedi non possono esistere perchè non corrispondono a una modalità possibile di funzionamento.
N17 La ragione per cui al momento della nascita esistono gli otto tipi possibili che si sono elencati, oltre che da un punto di vista di meccanismo empirico, ha fondamento nell'ordine metafisico generale, che si può vedere come un'armonia di numeri proporzionati di parti (matematica in senso esoterico).
Nell'ambiente naturale, ogni movimento è caratterizzato come relazione dialettica di due polarità. Ciberneticamente, e così anche nella fisica moderna, non contano tanto le particelle in sè, quanto la loro interrelazione. Per sintetizzare la complessità di un fenomeno, bisogna vedere le due polarità in se stesse, einoltre i die movimenti reciproci, come abbiamo fatto nella figura 1, tra S e O.
N18 In questo modo, ciò che conta sono sempre quattro aspetti, cioè: l'informazione che parte dal primo elemento e va al secondo, vista dal punto di vista del primo elemento; l'informazione di risposta a ciò, cioè dal secondo elemento al primo, vista dal punto di vista del primo elemento; l'informazione che parte dal primo elemento e va al secondo, ma ora dal punto di vista del secondo elemento; l'informazione inversa, dal secondo elemento al primo, ma ora dal punto di vista del secondo elemento. Si dimostra così che non può esistere un'analisi completa di un fenomeno, senza una distinzione in quattro.
Lo stesso quattro può essere rappresentato simbolicamente con una croce, nel senso che al suo interno si può trovare una relazione dialettica orizzontale tra i due lati, per esempio i due elementi; e una dialettica verticale, per esempio a seconda della gerarchia d'importanza fissata fra i due elementi, cioè se ci si pone dal punto di vista del primo o del secondo (per ritornare all'esposizione nella forma precedente).
N19 Il funzionamento del sistema nervoso è sempre associativo, cioè non è un fenomeno in se stesso (oggetto), ma la sua simbolizzazione (soggetto), cioè una sua ripetizione che permette il confronto. Si tratta cioè sempre di un doppio fenomeno, e non di un fenomeno semplice. In termini di numerologia, il sistema nervoso è cosìappresentabile con un doppio quattro, anzichè con il quattro semplice, che è il singolo fenomeno.
L'individuo umano in un certo senso riassume in sè tutto il cosmo, ma al tempo stesso deve scegliere una sua angolazione particolare, senza la quale non potrebbe esistere in quanto individuo. Così, sin dalla nascita c'è una prima distinzione in otto possibili angolazioni e meccanismi del tipo umano considerato. Ci sono sin dall'inizio otto modi di intendere e di sentire, senza i quali il cosmo non avrebbe la capacità di elaborare dinamicamente e ritornerebbe ad una fissità (unità come totalità-nullità). Il sistema trova invece la sua stabilità tramite la scelta di uno fra gli otto tipi di base, il che è l'incarnazione del cosmo in ogni individuo concreto.
N20 Noi dunque non concepiamo la coscienza più elevata come una superiorità assoluta di certi individui rispetto agli altri, perchè tutti rappresentano allo stesso modo la totalità.2
2. La religione insegna in questo senso che ciascun uomo è figlio di Dio, ed è fatto ad immagine e somiglianza di Dio. Non ha molta importanza, dal nostro punto di vista, precisare se debba esistere un unico uomo (Cristo), che, a differenza degli altri, sarebbe completamente divino, perchè tutti gli individui, anche quelli di coscienza bassa, costituiscono un tipo unilaterale in cui è presente la totalità.
Purtroppo il fatto dell'esistenza di individui di livelli diversi di coscienza ha creato gravi problemi. Da un lato, soprattutto individui di coscienza bassa hanno negato furiosamente il problema, per paura di essere catalogati come tali, e hanno impedito che il pensiero scientifico si occupasse del problema. Dall'altro lato, certi individui, soprattutto di coscienza elevata, ma moralmente negativi (come si vedrà in seguito la coscienza elevata alla nascita non basta a determinare un tipo positivo e buono nella persona matura), hanno cercato di sfruttare la loro posizione, e talora hanno teorizzato perfino l'eliminazione degli individui di coscienza bassa (teoria di una presenta "nuova umanità").3
3. L'espressione "nuova umanità" può invece essere accettabile, se si intende dire che tutti i tipi possibili alla nascita, dovranno, in condizioni migliori e non ancora possibili in questa umanità, essere sviluppati nel modo migliore possibile, dopo la nascita. Ma è un'utopia priva di senso pensare che la società possa arrivare ad eliminare completamente il male.
N21 La nostra visione della totalità come ottagono, non è soltanto astrazione logica. Il funzionamento cosmico rispecchia l'ordine matematico astratto, anche nei dettagli empirici, per comprendere i quali, come si è già detto, bisogna anche saper tornare a un senso di fluida dinamicità e unità complessiva. Non c'è contraddizione fra l'apprioccio che tende all'unità e quello che tendea alla classificazione: sintesi e analisi sono complementari, e anche caratteristiche di tipi psicologici diversi e complementari, come si vedrà più in dettaglio in seguito.
Il tipo estroverso o introverso, data alla nascita, è un po' come il maschile e il femminile (dare e ricevere) del sistema nervoso. Sia questo aspetto che quello del tipo di livello di coscienza, alla nascità, non è identificabile con manipolazioni genetiche, perchè si tratta di un'armonia complessiva di tipo diverso, che riguarda, come un'assiologia ad essa interna, tutta la configurazione genetica individuale.4
4. Da questo punto di vista si riconoscono come privi di senso gli esperimenti di fecondazione artificiale per la nascita di individui più intelligenti, basati sulla falsa credenza in una base genetica dell'intelligenza.
N22 Per questa ragione, i mezzi scientifici non possono sostituire il processo naturale della procreazione. Ciò che conta qui, per la determinazione del livello di coscienza del procreato, è che i genitori desiderino il figlio, e si uniscano per attrazione spirituale, anzichè per impulso fisico slegato dal resto. Si è detto che non ha senso volere una nuova umanità costituita da certi tipi e non da certi altri; ma è invece auspicabile un aumento come numero relativo, delle persone di coscienza elevata, rispetto a quelle di coscienza bassa: e ciò si ottiene nei periodi storici in cui la procreazione avviene più spiritualmente. Peraltro, nei periodi come quello attuale, in cui questo non avviene, la società ottiene altri vantaggi, per esempio una maggiore efficienza di vantaggi materiali e tecnologici, ed anche questa è una dimostrazione del valore uguale anche delle persone di coscienza bassa.
Gli insegnamenti esoterici e religiosi, relativi all'alchimia e al tipo spirituale di procreazione, hanno dunque un senso e una utilità, che però non deve diventare fissazione fanatica.
N23 Un altro punto della nostra classificazione che a prima vista può essere difficile da accettare, è l'esistenza di tipi con la coscienza elevata da un lato e non elevata dall'altro: si vedano cioè i tipi (c), (d), (e), (f) della figura 3 considerata sopra. Infatti potrebbe sembrare che il meccanismo della coscienza elevata, una volta stabilito, debba riguardare entrambi i lati, estroverso e introverso.
Si è già detto che la coscienza elevata è una superomeostasi del sistema nervoso. Poichè tutto il funzionamento di questo sistema è separato (si è presentata l'analogia con le due mani) tra i due settori dell'estroversione e dell'introversione, pertanto gli individui possono avere la coscienza superiore in uno dei due settori, e al tempo stesso la coscienza bassa nell'altro settore.
N24 Riassumiamo dunque la classificazione degli otto tipi presentati nella figura 3:
Riassumendo, nella parte fisico-psicologica dell'uomo, nella quale sono contenuti i meccanismi concreti della distinzione fra le categorie di persone, l'uomo come ponte fra i die ordini si manifesta nella somma di due complessi informativi fisico-naturali, ciascuno dei quali è quindi rappresentato, a tale livello, da una doppia duplicità. Si può pensare alla somma di due diversi quadrati, o ad un ottagono. Pertanto la parte genetica delle informazioni relative alla distinzione qualitativa tra i tipi di persone, è costituita da otto possibilità diverse.
N25 In tutti i diversi tipi hanno grande importanza sia i fenomeni consci che quelli inconsci. Tuttavia nei funzionamenti caratterizzati dalla coscienza elevata si ha una superiore capacità di autonomia del livello umano, che diventa conscio anche di molti fenomeni inconsci, e, ciò che conta, riesce a indirizzare in buona parte l'aspetto fisico. Però non possiamo ancora, a questo punto, valutare il tipo dell'individuo adulto, e le sue capacità morali e della coscienza. Nei tipi dati alla nascita si ha solo una potenzialità, più o meno forte, della coscienza (definita elevata o bassa in questo senso). Dopo la nascita, nell'età in cui il soggetto interagisce con l'ambiente, a questi otto tipi se ne aggiungono altri, cioè non esistono in realtà i tipi della nascita, ma le suddivisioni di essi che derivano dai diversi tipi di fenomeni risultanti in seguito.
Parleremo dunque di coscienza elevata e di coscienza bassa solo per l'individuo adulto, con una tipologia che presenteremo, e finora bisogna intendere ciò che si è visto, come "potenzialità" di coscienza elevata e "potenzialità" di coscienza bassa. L'individuo che parte dalla potenzialità minore, può svilupparsi positivamente, entro i limiti fissati dalle possibilità di partenza. Quello di potenzialità elevata, se non si sviluppa positivamente, corre il rischio di ricadere in una coscienza bassa (si è già detto di tipi con coscienza forte, ma negativi moralmente).
N26 Poichè, come si è detto, il tipo della nascita fissa l'esistenza della coscienza superomeostatica, chi manca di questa potenzialità non potrà giungervi neppure dopo. Ma chi ha questa potenzialità, può trovare ostacoli che impediscono l'attuazione di tale meccanismo cibernetico, e ne determinando uno nuovo, non elevato.
La natura innata (genetica) non produce nè individui buoni nè individui cattivi. Entrambe le versioni, sostenute da molti filosofi, sono arbitrarie. C'è soltanto una potenzialità neutrale, più o meno forte, che potrà andare verso il bene o verso il male, verso i tipi positivi o verso i tipi negativi.
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Updated 17:01 19/12/2005